Collo bloccato: come risolvere il problema. Definitivamente

collo bloccato

Il collo bloccato, meglio conosciuto come cervicalgia o torcicollo, è un disturbo muscolo scheletrico che colpisce una larghissima parte della popolazione (quella femminile particolarmente).

Il collo bloccato trova un rimedio efficace nella tonificazione, riscaldamento e rilassamento della muscolatura del collo.

Tra i rimedi più efficaci, oltre al massaggio al collo bloccato, esistono terapie antinfiammatorie farmacologiche e non farmacologiche.

 

 

Si stima che tra 2 e 6 persone su 10 soffrano di tensioni al collo, con forza sufficiente a bloccarlo o per lo meno renderlo rigido e doloroso, in modo continuativo e in modo tale da influire negativamente sulla vita professionale o sociale.

La sintomatologia del torcicollo, o cervicalgia, si manifesta come dolore, più o meno forte e intenso, localizzato sul collo e sulle aree immediatamente periferiche. A seconda dell’intensità, si accompagnano altri dolori quali mal di testa, tensioni alle spalle e alle braccia.

I muscoli ed i nervi interessati dal torcicollo, e responsabili della contrattura, si svolgono nel tratto cervicale della colonna vertebrale, in corrispondenza delle sette vertebre superiori (C1, C2) ed inferiori (C3-C7). Le sette vertebre formano l’asse di sostegno del collo e della testa ed i muscoli che li avvolgono sono fondamentali per garantire una costante postura eretta.

Ci riferiamo in modo specifico all’elevatore della spalla, un muscolo con ruolo bio-meccanico fondamentale nel movimento del capo (innervato nelle C3 e C4 e dal nervo scapolare C5).

L’elevatore della spalla è ricoperto dal trapezio e dal muscolo sternocleidomastoideo (SCOM), entrambi - assieme all’elevatore - sono responsabili della stabilizzazione del capo e della sua rotazione. Quindi anche dei dolori e delle tensioni connessi al torcicollo.

Perché abbiamo dolore al collo

Le principali motivazioni del dolore ai muscoli del collo derivano da posture scorrette o da movimenti errati a cui il collo viene continuamente e ripetutamente sottoposto.

Tra le ragioni meccaniche, la più diffusa è però la mancanza di movimento legata ad abitudini sedentarie che privano la muscolatura degli stimoli necessari a renderla efficiente. Primi tra questi una sufficiente irrorazione sanguigna che lo priva di morbidezza e elasticità. Una maggiore "secchezza" muscolare è ragione dell'irrigidimento.

I muscoli non irrorati adeguatamente e indeboliti potrebbero avere difficoltà a mantenere il tono e presentare accorciamenti che ne limitano in modo drastico i movimenti.

Il torcicollo, sofferto da chi svolge scarsa attività fisica o passa molto tempo seduto, potrebbe intensificarsi a seguito di strappi muscolari, specie quando avvengono movimenti bruschi o improvvisi (ad esempio il colpo di frusta).


I motivi di dolore cronico, ossia permanente per una durata superiore ai tre mesi, includono i danni alla faccette articolari e ai dischi inter-vertebrali. I dischi offrono spazio ed ammortizzazione alle vertebre mentre le faccette permettono movimenti limitati e restringono il campo di movimento.

I dischi possono diventare causa di dolore se degenerano o se si trasformano in ernie; le faccette se la cartilagine protettiva inizia a degenerare. A seguito della degenerazione, gli speroni ossei aumentano di dimensione per stabilizzare le articolazioni creando infiammazione e rigidità.

Questi processi degenerativi dei dischi e delle faccette articolari nella spina dorsale superiore possono causare compressioni alle radici dei nervi trasformandosi in radicolopatia e creando una sintomatologia di dolore, formicolio, intorpidimento e/o debolezza nel movimento delle braccia.

Le gravi degenerazioni potrebbero anche comprimere il midollo spinale creando sintomi di mielopatia con forte dolore e rischi di minore coordinamento al di sotto della zona compromessa.

Le maggiori cause di dolore ai muscoli cervicali, che implicano la necessità di rimedi per riattivare la normale funzionalità, sono dovute a:

1. Postura

Mantenere una posizione statica scorretta, come quella dovuta all’uso improprio e contino dello smartphone e degli schermi che ci costringe a portare il capo in avanti, può essere una delle importanti e frequenti cause di insorgenza del dolore, spesso per un accorciamento del muscolo.

Il peso del capo è circa 5 kg ma può insistere già con una pressione di 18kg se lo incliniamo di soli 30 gradi, ad esempio per guardare lo smartphone o il tablet, e di 27kg a 60 gradi (Prof. Kenneth Hansraj, New York spine surgery and rehabilitation). Lo sforzo può essere enorme e spesso eccessivo.

2. Ansia e respirazione scorretta

Gli stati ansiosi tendono ad abbreviare la frequenza della respirazione o a renderla erratica e con apnee importanti, limitando il movimento del torace e inducendo ad un accorciamento del muscolo SCOM.

Respirare in modo sbagliato, inspirando ed espirando attraverso la bocca anziché attraverso le narici, porta ad alterazioni posturali e ad una non corretta stabilizzazione della colonna vertebrale.

I muscoli del collo e delle spalle tendono a rimanere contratti in uno stato di continua tensione che comporta rigidità, flessibilità ridotta affaticamento e dolori muscolari che limitano i movimenti del collo e della testa.
 

3. Traumi

I traumi che coinvolgono i muscoli del collo, tra cui il colpo di frusta, sono molto frequenti.
 


4. Sindrome temporo mandibolare

Il mal funzionamento dell’articolazione temporo mandibolare è legato (quasi sempre) ad uno squilibrio tra le strutture muscolari dei movimenti di apertura e, soprattutto, chiusura delle mandibole che incidono indirettamente sulla cervicalgia.
 

5. Sport e lavori ripetitivi

Alcuni movimenti ripetuti, caratteristici di specifiche professioni o discipline sportive, potrebbero determinare uno stress localizzato.
 


6. Posizione durante il sonno

Un utilizzo improprio del cuscino e posizioni supine tendono a creare indolenzimenti.





Le terapie normalmente utilizzate per la riduzione della sintomatologia dolorosa del collo prevedono trattamenti di manipolazione vertebrale, ultrasuoni o tecarterapia. A volte l’estrema intensità del dolore richiede anche l’utilizzo di farmaci antidolorifici e FANS.

È però dimostrato scientificamente il ruolo terapeutico di una maggiore irrigazione sanguigna nel collo e nei muscoli collegati, indotti da un abbigliamento bio-funzionale che genera una sovraproduzione di ossido nitrico, per contrastare le complicazioni del collo bloccato e ridurre il dolore di cervicalgia (torcicollo) e mal di schiena.

 

La maggiore vasodilatazione crea un ammorbidimento dei tessuti muscolari che riduce la pressione sui nocicettori e conseguentemente la segnalazione del dolore.

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