Tendinite alla spalla: prevenire e curare efficacemente

tendinite alla spalla

La tendinite alla spalla è l’infiammazione del complesso muscolo tendineo che forma la cuffia dei rotatori, una struttura densa e fibrosa di tessuto connettivo formato prevalentemente da collagene di tipo I ed elastina, residente in una matrice extracellulare composta da mucopolisaccaridi e di un gel di proteoglicani, che permette la mobilità della muscolatura scapolo toracica.

La tendinite alla spalla, o spalla rigida (o spalla congelata) è una limitazione dolorosa conseguente all'infiammazione del tendine che necessita di un periodo spesso molto lungo per ritornare in condizione di normalità.

La principale funzione del tendine della spalla è di unire i muscoli scheletrici alle ossa.

I tendini possono essere suddivisi in tre segmenti:

  • la giunzione mio-tendinea,
  • il tendine
  • l’entesi o giunzione osteo-tendinea. 

Scomponendo il tendine in sezioni, si riscontrano dei raggruppamenti di fibrille di collagene, che a loro volta compongono delle fibre. L’insieme delle fibre compone la fascia primaria o subfascicolo, che compongono la fascia secondaria o fascicolo, a loro volta protetti da una guaina chiamata endomisio.

Il tendine è quindi rappresentato da fasce secondarie rivestite anch’esse da una guaina denominata perimisio.

Questo funziona come un manicotto elastico permettendo il libero movimento del tendine stesso rispetto ai tessuti circostanti.

Il rivestimento esterno del tendine è quindi chiamato epimisio.

 

tendinite alla spalla

 


Questa particolare struttura a raggruppamenti di fibre e fasce garantisce al tendine molta resistenza, che, grazie anche alla poca elasticità, riesce a trasmettere efficacemente la forza generata dalla contrazione muscolare.

I tendini riescono quindi a adattarsi alle sollecitazioni muscolari e agli stimoli esterni, anche se il loro tempo di riparazione è più lungo dovuto alla minore vascolarizzazione, rispetto a quella muscolare. 

Struttura anatomica del tendine della spalla.

 

tendinite del sovraspinoso della spalla


Tendinite alla spalla e tendinopatie

Le infiammazioni della spalla e della cuffia dei rotatori è la conseguenza della infiammazione al complesso dei quattro muscoli (con i rispettivi tendini) che concorre al movimento dell’articolazione della spalla e che tiene stabile l’articolazione fra la scapola e l’omero (l’osso che appartiene alla parte superiore del braccio).

La borsite è l’infiammazione di una delle borse (cioè piccole “sacche” con un contenuto fluido che servono a diminuire gli attriti durante i movimenti).

La tendinite alla spalla (tendinopatia alla spalla) è un problema clinico molto comune.

I dolori alla cuffia dei rotatori è la sede che rappresenta un’incidenza annua sulla popolazione di oltre l’1%, dove aumentando e peggiorando l’età, presenta un alto tasso di trattamento chirurgico invasivo.

Le tendinopatie sono caratteristiche per la sintomatologia fortemente dolorosa, che ha una diretta ripercussione sulla qualità della vita, in quanto limita sia il lavoro, sia il tempo libero dei pazienti che ve ne soffrono. 

Patogenesi della tendinite alla spalla (tendinopatia alla spalla)

Difficilmente si può stabilire una precisa patogenesi delle tendinopatie, poiché l’origine è da attribuirsi a complessi fattori, intrinseci ed estrinseci. Tra i fattori intrinseci, in primis sicuramente vi è l’età come principale fattore di rischio.

D’altra parte, alcune recenti revisioni sistematiche hanno messo in luce il ruolo di alti livelli di colesterolo e diabete mellito sempre come fattori di rischio intrinseci allo sviluppo di tendinopatie.

Nell’insieme dei fattori estrinseci, sebbene sia comune riscontrare che le tendinopatie siano sviluppate in condizioni di stress meccanico e sovraccarico, anche situazioni di inattività hanno ripercussioni sull’omeostasi del collagene tendineo. 

L’esordio di una tendinite alla spalla è causato appunto da diversi fattori, in particolar modo dal sovra utilizzo fisico.

Conseguentemente al danno fisico, il tendine risponde generalmente assottigliandosi e indurendosi, ma se la condizione di stress persiste, subentrano dei meccanismi auto-riparativi e il tessuto inizia a diventare non omogeneo.

Alcuni campioni di tessuto tendineo esaminati da pazienti sintomatici si mostrano ipossici, mucoidi, mixoidi con degenerazione di materia grassa. 

Tendinopatie alla spalla e infiammazione

Nel corso della vita, il tendine subisce costanti e ripetuti microtraumi, passando in continuazione da condizioni fisiologiche a processi patologici.

Come descritto prima, fattori intrinseci ed estrinseci possono contribuire a danneggiare il tendine, il quale inizierà dei processi riparativi producendo delle sostanze pro-infiammazione.

Nella patogenesi delle tendinopatie, infiammazione e degenerazione potrebbero non essere due processi distinti ma a sua volta il processo degenerativo potrebbe essere innescato da quello infiammatorio e anche l’infiammazione in sé, a lungo andare, verrà alimentata dalla conseguente degenerazione tissutale. 

In precedenza, si considerava che la patogenesi delle tendinopatie dipendesse da una serie di reazioni non infiammatorie causate prevalentemente da danno meccanico.

Con il progresso degli studi scientifici svolti, si è riscontrata la presenza di mediatori dell’infiammazione e immunociti nelle fasi iniziali della tendinopatia.

A causa dell’infiammazione, la composizione della matrice tendinea si modifica, così come la normale funzionalità delle cellule.

L’infiammazione sembra quindi essere particolarmente acuta nelle prime fasi delle tendinopatie, andando man mano a scendere di grado.

Alcuni autori sostengono infatti che i farmaci antinfiammatori siano efficaci esclusivamente nelle prime fasi della patologia, in quanto in quelle successive bisognerebbe attuare dei trattamenti di medicina riparativa. 

Anche il termine stesso di tendinopatia, sebbene più generico dei precedenti tendinite e tendinosi, riflette invece ciò che è stato dimostrato dalle ultime evidenze scientifiche ovvero che l’infiammazione è alla base eziologica della patologia tendinea solamente nelle primissime fasi inIziali.




Tendinite alla spalla: risoluzione tramite un incremento localizzato di ossido nitrico (NO).

Sono stati condotti studi sull'espressione di ossido nitrico (NO) e ossido nitrico sintasi (NOS), al fine di valutare l'attivazione endoteliale durante la tendinopatia e i suoi effetti sul tessuto tendineo.

In tutti gli studi si è concluso che viene rilevata una aumentata espressione di NO e NOS rispetto ai gruppi di controllo privi di un danno a livello tendineo.

Inoltre, l’NO sembra essere importante nella nuova sintesi tissutale durante la guarigione dei tendini.

In uno studio è stata esaminata l'associazione NO-paracetamolo in somministrazione a un tessuto tendineo d'Achille in guarigione in vitro, prelevato da un modello murino.

Si è riscontrato una maggiore quantità e una migliore riorganizzazione del collagene.

Viceversa, in altri studi si è provato a inibire la sintesi di NO (bloccando la NOS) nei topi, ha comportato una diminuzione della porzione trasversale del tendine d’Achille in guarigione. 

Altri studi hanno evidenziato come ci sia una bassa attività di NO in un tendine normale, non infiammato o sottoposto a lesione.

Viceversa, un aumento significativo (di circa cinque volte) dell'attività del NOS all'interno del tendine in fase di guarigione nei tendini di Achille e sovraspinato di ratto è stato riscontrato nel modello animale utilizzato. 

Test e studi specifici molto importanti sono stati condotti anche sull’uomo per comprendere il ruolo dell’ossido nitrico nel trattamento delle tendiniti alla spalla, tendinopatie in generale e in particolare per le seguenti condizioni:

  • gomito del tennista
  • tendinite di Achille
  • tendinite sovraspinata. 

 

dolore all'articolazione della spalla


Tali studi clinici dimostrano che l’aumento localizzato di NO migliora il recupero della condizione clinica tendinea, con conseguente riduzione del dolore, aumento del range di movimento e un aumento della forza.

L'ossido nitrico è noto difatti per avere  un effetto antinfiammatorio e analgesico.

Interviene infatti nel mediare molti step della risposta infiammatoria tendinea

  1. modula il rilascio di vari mediatori infiammatori da parte di una vasta gamma di cellule che partecipano alle risposte infiammatorie (ad es. leucociti, macrofagi, mastociti, cellule endoteliali e piastrine);

  2. regola il flusso sanguigno, l'adesione dei leucociti all'endotelio vascolare e l'attività di numerosi enzimi, che possono avere un impatto sulle risposte infiammatorie;

  3.  influenza il processo di infiltrazione dei leucociti in un sito di lesione o infezione attraverso l’inibizione dell'espressione delle molecole di adesione β-2 sui neutrofili;

  4. controlla e inibisce la produzione da parte dei macrofagi di una varietà di citochine immunomodulanti (ad es. IL-12, IL-1);

  5. riiduce l'aggregazione piastrinica e l'aderenza all’endotelio, con conseguente down-regolazione dei processi infiammatori.


Per un approfondimento tra il ruolo dell'ossido nitrico nella gestione dei processi infiammatori, leggi il nostro articolo in questo sito.

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tendinite alla spalla

 


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