Dolore alle gambe sul Cammino di Santiago

dolore alle gambe

Dolore alle gambe, crampi, mal di schiena e spiritualità.

Dolore alle gambe: un classico male che avviene sui grandi cammini spirituali come quello di Santiago di Compostela (Spagna)

Ai molti chilometri percorsi ogni giorno, sotto qualunque condizione metereologica e con zaini in spalla, si accompagnano un costante mal di schiena e fitte alle gambe rendendole dure, rigide e pesanti.

Salvo ricominciare ogni mattina come se nulla fosse.

Questo è il racconto di una avventura di 12 amici di sempre che hanno intrapreso da nulla una avventura che avrebbero ricordato per sempre (e io, posso dire, c'ero!!)

Tutto inizia quando noi 12 vecchi amici torinesi, coi capelli ormai bianchi, si incontrano casualmente tutti insieme per una cena di Natale, dopo 30 anni di reciproca assenza. Separati da famiglie, lavoro e semplicemente dai casi e dalle urgenze della vita. Qualche acciacco, qualche problema di famiglia, finanza familiare nel momento peggiore si accompagnano a normali segni dell’età, comuni a tutti.



Una serata perfetta, divertente, sana, come succedeva quando come un corpo unico si muovevano per andare a sciare, a ballare e ridere insieme nelle notti cittadine.



Marco, che da tempo lo pensava, propone un pretesto per rivedersi: Andiamo a Santiago!

Era inizio gennaio, il 26 maggio ci siamo trovati tutti, sacchi in spalla, all’aeroporto di Caselle, ritrovando una amicizia e una fratellanza mai scomparsa. Eravamo profondamente ignari del dolore alle gambe e alla schiena che avremmo provato.

Direzione Lugo per iniziare il Cammino. Entusiasmo, gioia e adrenalina dal ritrovarci tutti, insieme.



“102 chilometri in 5 giorni, cosa sarà mai. Alla peggio guariremo le infiammazioni con lasonil e una aspirina.”


Nessuno si era allenato, si pensava non fosse impresa impossibile per super uomini come noi e che il dolore alle gambe non ci avrebbe neanche lontanamente sfiorato.

Attrezzatura nuova di zecca, comprata chi da Decathlon e chi nel negozio sportivo di fiducia. 

Gli zaini: il più leggero 10 chili. Uno tra noi, medico, ha portato il suo laptop per lavorare su una conferenza che avrebbe dovuto sostenere pochi giorni dopo il rientro.

 A pensarci dopo, una follia!

Arriviamo a Lugo nel tardo pomeriggio, la calda giornata primaverile è bellissima. Cerveja e tapas per inaugurare i giorni che verranno.




Prima notte, San Romano da Retorta (19,7 km) : male ovunque. Non potevamo immaginare che fosse solo l’inizio. Gli zaini tagliavano le spalle come coltelli affilati, il mal di schiena si infilava sottilmente nelle nostre giornate, le gambe urlavano dal dolore e dai crampi che la notte chiedevano rimedio e giustizia.

Stavamo scoprendo che il dolore muscolare, soprattutto quello alle gambe e ai polpacci, sarebbe stato il vero e costante compagno della nostra avventura. Sapientemente, ho portato con me nello zaino un paio di solette ed una coppia di tubolari che decido di usare!



Seconda notte, Melide (27,7 km): le infiammazioni dei tendini delle gambe continuano a sommarsi a quella della schiena. Arriviamo in ostello, ci trasciniamo sotto la doccia e con fatica, come automi, raggiungiamo la cena.



“Buen camino” scandisce le nostre giornate quando incontriamo decine e decine di pellegrini con cui scambiamo qualche parola, accompagnandoci per qualche chilometro. Per poi lasciarci, trovare nuovi compagni di viaggio e con questo ritmo e scambio di sorrisi, saluti, idiomi, commenti e visioni sul mondo e sui dolori del Cammino, continuare insieme.



Terza notte, Arzua (29,0 km): emerge tra noi una costellazione di dolore alle gambe e non solo! Processo infiammatorio e dolore in ordine sparso: cervicalgia, fascite plantare, crampi ai muscoli delle gambe, bolle ai piedi. Sembrava impossibile come ci fossimo ridotti.

L'inesperienza è costata cara. Abbiamo comprato l'attrezzatura una settimana prima di partire, senza impegnarci in un allenamento minimo, magari piazza Castello - Cavoretto (6,7 km), fosse solo per provare a immaginare cosa sarebbe successo.


Capelli bianchi e assoluta ingenuità!



Le giornate in compenso, messa la muscolatura in moto, scorrevano bene. Goliardia a mille e jamon serrano, polpo, birra e vino tinto. Ben di Dio in agguato ovunque.

Quei chilometri, però, quelle migliaia di passi ogni giorno, nel Cammino ondulato delle colline spagnole, picchiavano come fabbri sulle nostre schiene e gambe infiammata e doloranti, aumentando il disagio.

dolore alle gambe

I tubolari NOAPP, indossati continuamente di giorno e notte, miglioravano la mia elasticità muscolare e ossigenazione e mi salvavano dai crampi  e dal male ai muscoli delle gambe che invece colpivano i miei compagni

Quarta notte, Pedrouzo (19 km): Peggio, sempre peggio. Impossibile alzarsi dal letto una volta fatta la doccia, prima di uscire nuovamente per andare a cena in una osteria locale. Qualcuno ha elemosinato un tozzo di pane, una fetta di formaggio e acqua. Crampi ai polpacci e dolori alle gambe e dovunque, sinceramente facevamo fatica a capire cosa non dolesse.

Eravamo però (e ancora lo siamo) uomini veri e tra “boia chi molla”, “tentenno ma non mollo”, “chi la dura la vince” la sfida ci obbligava a andare avanti. Un passo dopo l’altro, marcavamo chilometri sulla mappa.


La nostra storia personale e gli interessi quotidiani ci diventano molto lontana, i cellulari sono spenti da giorni e le news non ci interessano più. La ritrovata comunione di spirito, accelerata nell’avventura e nel dolore, è una esperienza incredibile che difficilmente può essere raccontata.

Paolo Coelho ne ha fatto un racconto bellissimo.

Quinta notte: Santiago di Compostela (20 km). La soddisfazione è incredibile. Si arriva alla città dalle colline, gruppi di pellegrini che si riuniscono lentamente come affluenti di un fiume sacro per raggiungere gli ostelli, una doccia, un letto pulito, vestiti puliti e la messa finale di benedizione in cattedrale.

Le vie sono festanti, piene di rumore di eroi tornati dalla guerra. Per molti, certamente per noi, in qualche modo lo è stata e vinta. 



Una guerra intima, contro le abitudini inutili e pericolose che ritmano la nostra vita, contro l’ateismo lacerante, contro noi stessi. Camminare a Santiago ci riconnette con la nostra dignità umana e la nostra spiritualità, è una meditazione in movimento che fa riflettere sulla vita.

Essere sul Cammino di Santiago è cosa straordinaria per capire che se veramente vogliamo, ce la possiamo fare. Purtroppo, spesso ce ne dimentichiamo.

Il dolore urlante alle gambe e alla schiena, le fasciti plantari e il mal di collo sono un importante parte dell’esperienza e ci aiuteranno a ricordare che non era un sogno.



"Sin dolor non hay gloria”

Per fortuna, i tubolari NOAPP mi hanno accompagnato in tutto il percorso prevenendo le fasi più dure e difficili del Cammino.

Grazie a loro sono sempre riuscito a dormire la notte ed essere pronto e scattante il mattino e le solette NOAcademy mi hanno aiutato a prevenire la fascite plantare e le tallonite che le scarpe nuove di fabbrica mi avrebbero imposto.

Interessante articolo sul dolore alle gambe nei cammini spirituali.

Questo articolo, nel nostro blog, parla della relazione tra ossido nitrico e controllo delle infiammazioni muscolari e articolari.

Scopri i tubolari NOAcademy che, grazie all'incremento della microcircolazione localizzata nei polpacci e nelle gambe, mi hanno permesso di evitare il dolore alle gambe ed a godermi l'esperienza del Cammino di Santiago con incredibile serenità.

 

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Doloro alle gambe e ossido nitrico: un articolo scientifico di interessante lettura