Strappo muscolare alla coscia: Arianna previene e racconta

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Strappo muscolare alla coscia e danza contemporanea: questa testimonianza è stata rilasciata da Arianna Ferretto, ballerina e insegnante di danza contemporanea che racconta la sua esperienza. 

Lo strappo muscolare alla gamba è un rischio per molti atleti, il riscaldamento non può essere sottovalutato per evitare rischi di infortuni o comunque anomalie nelle performance.

Arianna racconta la sua storia e di come abbia positivamente affrontato il tema con la nostra tecnologia.

Ciao Arianna,

ti ringrazio per aver accettato di raccontarci di te in questa intervista. Sei una insegnante di danza e hai una lunga esperienza in questa disciplina, soprattutto nel costante rischio di strappo alla coscia che lo contraddistingue.  

L’abbigliamento per la danza è raramente concepito in chiave antinfortunistica e crediamo che la nostra tecnologia possa apportare un valore aggiunto.

Ci puoi raccontare qualcosa di te?

R: Il mio percorso professionale è iniziato in maniera “atletica “,
ancora bambina. Il pattinaggio su ghiaccio e la ginnastica artistica mi hanno  stimolata a cercare la mia realizzazione attraverso il linguaggio invisibile del corpo. Da adolescente ho iniziato lo studio della danza classica e moderna ma la passione per l’arte tersicorea è esplosa con la danza contemporanea che mi ha portata in breve a lavorare nel teatro .

Il teatro è stato una grande occasione di apprendimento di altre tecniche che hanno arricchito quelle precipue della danza e che ora 
applico nell’insegnamento.

D: Quali sono gli impegni della tua vita che alterni alla danza? Sei anche moglie e madre e tenere tutto insieme non è sempre facile.

R:  Inizialmente avevo un figlio, nell’arco di dieci anni sono diventati tre. Il mio bisogno di occupare la mente di movimento, di danza, di musica è cresciuto vieppiù insieme ai miei figli; questa mia passione ha dato e ha tolto alla mia famiglia quei momenti particolari che la rendono unica nell’universo delle famiglie. 

D:  Quali sono le maggiori soddisfazioni che hai avuto in questa disciplina?

R:  La danza è un’arte fisica, a volte molto atletica, che personalmente 
potrei immaginare come un amante che raramente si concede se non dopo estenuanti seduzioni, che ti dona un piacere totale ed esclusivo
e di cui diventerai schiava per sempre.

Mitizzazioni a parte, stare ancora sulle punte alla soglia dei sessant’anni 
mi rende più fiduciosa e mi sostiene nel mio attuale lavoro di insegnante che indubbiamente rappresenta una soddisfazione più altruistica.

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D: In cosa corrisponde la maggiore fatica mentale e fisica di una ballerina?


R: Nel non aver mai raggiunto la meta.

C’è sempre e ancora un lavoro di rarefazione da compiere, un lavoro di controllo di tutte le fibre, rubare l’energia dalla terra per staccarsi da essa, dare espressione all’incomunicabile attraversando il nostro limite corporeo. Inventarsi altre mille articolazioni sparse nello scheletro.

D: Quali sono i muscoli più sollecitati, che rischiano maggiori traumi e che dovete tenere sotto maggiore controllo?

R: Penso che i muscoli dorsali e della coscia siano le parti più soggette a traumi perché portano e sostengono tutto il peso degli arti che si muovono in adduzione e in estensione a vari livelli e in varie direttive. Una corretta prevenzione dello strappo alla coscia, per evitare rischi peggiori su tutto il corpo, è fondamentale.

D: Quanto è importante la fase di riscaldamento muscolare e di gestione dei recuperi per una ballerina? Quanto impieghi per arrivare “pronta” agli esercizi?

R: Per sentirmi riscaldata faccio venti minuti di stretching e 
un’ora o poco meno di sbarra. Sottrarre tempo al riscaldamento 
anche solo perché si è arrivati tardi a una lezione spesso porta a provocarsi delle contratture alle gambe e alla schiena o, in ogni caso, a non dare il massimo.

D: Sappiamo che da qualche tempo usi i tubolari NOAPP per la tua attività sportiva? Come li descriveresti? Come hanno migliorato il tuo rapporto con la danza?

R: Li metto mezz’ora prima di iniziare e li tolgo a volte solo alla sera.
Il calore uniforme che sprigionano è un grande comfort: 
calore =energia . Li indosso un po’ più in alto lungo la gamba in modo che coprano il ginocchio.

Quando inizio la lezione avverto già nella gamba una sensazione di morbidezza e fluidità, come se i miei tempi di riscaldamento fossero accelerati e a quel punto posso lavorare sull’elasticità che è fondamentale per passare poi alla sbarra, contemporanea o classica che sia.  

Una maggiore elasticità e ossigenazione è fondamentale per prevenire la lacerazione muscolare.

Finita la lezione li tengo per evitare raffreddamenti improvvisi dei muscoli.

D: Credi che possano sostituire o integrare altri prodotti, dispositivi o esercizi?

R: L’attività fisica è insostituibile in ogni sua parte, credo.

Sicuramente i tubolari NOAPP hanno sostituito i tubolari di lana e tutte le pomate e gli oli lenitivi che usavo per cercare un po’ di sollievo alla sensazione di stanchezza dolorosa che avevo ai polpacci.

Ogni giorno mi danno una sicurezza in più rispetto al lavoro che le mie gambe dovranno fare e mi immagino come sarebbe bello avere un body NOAPP.

D: A chi li consiglieresti?

R: Probabilmente possono essere un indumento danza e sportivo pressoché universale per prevenire le tensioni e strappi muscolari alle gambe ma mi sentirei di consigliarlo anche a quelle persone che hanno un’attività che li porta a stare molte ore in piedi.

D: Grazie Arianna, per chiudere ci racconti cosa farai da grande?

R: Sento di avere ancora da sperimentare e da scoprire e i miei allievi mi stimolano in questo lavoro. 

Mi dedico per lo più a persone che vogliono migliorare la loro postura e il loro modo di muoversi nel mondo: cerco di insegnarli a coordinare mente e corpo. Per ora faccio questo!!

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Per approfondire come la nostra tecnologia, oltre alla prevenzione dello strappo muscolare coscia, possa prevenire i crampi muscolari, consigliamo la lettura di questo articolo nel nostro blog.

Come si cura uno strappo muscolare coscia: interessante articolo di approfondimento di Hopkins Medicine.

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