Arteriopatia obliterante degli arti inferiori: una soluzione

arteriopatia obliterante arti inferiori

L’arteriopatia obliterante degli arti inferiori è una dolorosa disfunzione conseguente al diabete mellito che può essere contrastata con successo con un incremento di ossido nitrico localizzato.

L'arteriopatia obliterante degli arti inferiori è soprattutto legata ad un drammatico deterioramento dello stile di vita (fumo, sedentarietà) e dell’alimentazione (alcool e abuso di zuccheri, mancato bilanciamento nutritivo), concausa del diabete.

Diabete significa iperglicemia (zuccheri > 120 mg/dL) generata da una insufficiente produzione di insulina da parte del pancreas. L’insulina serve a transitare il glucosio dal sangue alle cellule, che lo usano per produrre energia per la loro normale attività.

Conseguenza diretta del diabete è la disfunzione endoteliale (l’endotelio è la parete cellulare di rivestimento interno dei vasi sanguigni) che influisce in modo significativo sulla riduzione della microcircolazione periferica, creando così l’arteriopatia obliterante.

La disfunzione endoteliale inibisce la normale attività biologica di produzione di Ossido Nitrico (eNOS), una molecola importantissima per il nostro organismo. Una ridotta sintesi di Ossido Nitrico (NO), già in presenza di insulino-resistenza, si associa anche ad un’aumentata aggregazione piastrinica e ad un’aumentata adesività leucocitaria alla parete arteriosa.

Riassunto con parole semplici, la riduzione della portata dei vasi capillari implica una minore microcircolazione sanguigna e minore apporto alle cellule periferica di ossigeno e sostanze fondamentali per il loro sostentamento.

arteriopatia obliterante arti inferiori 

L’arteriopatia obliterante diabetica significa che le cellule non possono avere il sostentamento necessario per vivere e lentamente muoiono. Comportando seri rischi di necrosi.

Per contrastare in modo efficace il fenomeno di arteriopatia obliterante degli arti inferiori, e potenzialmente invertirla, é necessario riattivare la microcircolazione e ricominciare a nutrire le cellule.

Per questa ragione sono stati proposti numerosi approcci medici e terapeutici per correggerne la disfunzione. Tutti mirano alla correzione e prevenzione della disfunzione endoteliale e si basano su tre strategie: 

  1. aumentare la sintesi di Ossido Nitrico;

  2. ridurre l’inattivazione dell’Ossido Nitrico da parte dello ione superossido;

  3. entrambe le azioni.


 

arteriopatia obliterante arti inferiori

Il diabete, causa della arteriopatia obliterante, è clinicamente suddiviso in due tipologie: tipo 1 e tipo 2.

Il diabete di tipo 1, o giovanile, è una malattia autoimmune: il sistema immunitario attacca e distrugge le cellule del pancreas che producono insulina (cellule Beta) identificandole come estranee e dannose.

Nel diabete di tipo 2, il pancreas riesce a produrre insulina ma è insufficiente o non utilizzata in modo ottimale dall’organismo.

In entrambi i casi, l’insulina non è sufficiente per trasportare il glucosio dal sangue alle cellule, creando iperglicemia.


Le cellule hanno necessità di glucosio per produrre energia. Qualunque zucchero (mono, oligo o poli saccaridi) viene trasformato in glucosio dal fegato per poi essere rilasciato alle cellule attraverso l’insulina, prodotta dal pancreas.

Nel caso del diabete, l’insulina non è sufficiente. Il glucosio può anche essere prodotto in modo autonomo dall’organismo, scindendo grassi e proteine ma il diabete interferisce sul suo assorbimento.

L’iperglicemia del diabete provoca uno stress ossidativo che crea una incontrollabile e pericolosa reazione a catena.

La conseguenza è un danno irreversibile alle molecole biologiche e ai tessuti, tra cui le cellule endoteliali che all’interno dei vasi sanguigni sono deputate alla produzione di Ossido Nitrico, inibendone quindi sintesi e biodisponibilità.

 

 arteriopatia obliterante

 

La mancata disponibilità di Ossido Nitrico induce ad un’arteriopatia obliterante degli arti inferiori.

L’arteriopatia obliterante periferica è una malattia delle arterie che porta alla progressiva vaso costrizione e ostruzione delle arterie e dei vasi periferici.

I problemi seri iniziano quando si ammalano le arterie iliache (che hanno un diametro di 6-8 mm) per peggiorare con le arterie tibiali e periferiche (con diametri misurabili in decine di micron).

Il problema comporta la chiusura delle arterie ed arteriole originarie con la creazione di circoli collaterali, ossia di neo-arterie che l’organismo autonomamente crea per compensare la mancata funzionalità dei vasi originari.

Il nuovo sistema spontaneo non è però sufficiente a ripristinare la funzionalità necessaria alla corretta vita delle cellule e degli arti.

La principale conseguenza della arteriopatia obliterante negli arti inferiori è la creazione continua di piccole ferite, non più gestite correttamente dai naturali processi ematici infiammatori promossi dall’Ossido Nitrico, che si allargano con aggravamento delle infezioni e con rischio di necrosi irreversibili.

Le complicanze vascolari coinvolgono cuore, occhi, cervello e gli arti periferici. Il diabete è purtroppo la principale causa di amputazione nel mondo.

La sintomatologia arteriopatia obliterante negli arti inferiori e periferici

Il diabete mellito causa alterazioni anatomo-funzionali degli arti periferici determinati dalla neuropatia e dalla arteriopatia occlusiva periferica che provocano dolore, malfunzionamento muscolare e rallentamento in genere dell’attività muscolo scheletrica direttamente interessata dalla vasocostrizione.

La neuropatia, ossia un danno neurologico alle fibre nervose, porta alla progressiva de-sensibilizzazione ed alterazione anatomica dell’arto; l’arteriopatia porta ad una vaso costrizione con danni ai tessuti.

Il diabete provoca dolori intensi e rischio di infezioni di difficile guarigione.


Arteriopatia obliterante negli arti inferiori nel diabetico

Iperglicemia e vaso costrizione portano a intensi dolori crampiformi alle gambe (claudicatio intermittens), spesso invalidanti, con particolare intensità ai polpacci (“malattia delle vetrine”) in cui l’irrorazione muscolare sanguigna è maggiormente deficitaria, con rischio di ischemia critica.

Ne soffre, in particolare nella fascia anziana, circa il 20% della popolazione italiana.

Arteriopatia obliterante nel piede e nella caviglia diabetici

Nei piedi e nelle caviglie, i problemi circolatori e neuropatici sono spesso associati a calzature non idonee a questa malattia o ad una incorretta igiene dei piedi.
Piccole lesioni ulcerative della pelle possono provocare il rischio di infezioni pericolose che, se non prevenute o percepite e curate in tempo ed in maniera opportuna, possono rappresentare un fattore di rischio elevato, a volte con setticemia e amputazione dell’arto.
Per un approfondimento sul piede diabetico si consiglia la lettura di questo link:

Arteriopatia obliterante nella mano diabetica

Le mani nei diabetici riscontrano sintomatologie meno gravi di quella del piede, tra cui la più frequente è un’atrofia dei muscoli superficiali talvolta associata ad una contrattura delle metacarpofalangee e delle interfalangee prossimali e distali e una rallentata velocità di conduzione nervosa del mediano e dell’ulnare.

Per un approfondimento sulla mano diabetica si consiglia la lettura di questo link

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Le terapie per la riduzione delle complicazioni delle arteriopatie obliteranti degli arti inferiori e superiori e la rivoluzione dell’Ossido Nitrico

Oltre al recupero di uno stile di vita sano (movimento programmato giornaliero a media intensità, alimentazione a corretta gestione di zuccheri, assenza di fumo ed alcool), la dieta deve contenere un apporto significativo di omega-3 acidi grassi (docosaesaenoico ed eicosapentaenoico), per migliorare la funzione endoteliale riducendo l’espressione delle molecole di adesione e l’interazione leucociti/ endotelio.

I trattamenti clinici normalmente utilizzati per il recupero vascolare sono le terapie farmacologiche vasodilatatorie e insuliniche e quelle chirurgiche endovascolari.

A fianco delle terapie tradizionali, è possibile utilizzare medicamenti a base di Ossido Nitrico che supportino:
  1. la prevenzione dell’insorgenza della vasocostrizione arteriopatica e quindi della riduzione dei rischi di ulcere e gangrena;

  2. la riduzione dei dolori alla muscolatura, soprattutto a mani, gambe e piedi indotti da una rigenerata irrorazione dei tessuti muscolari;

  3. la cicatrizzazione delle piccole ulcere indotti da una rinnovata attività piastrinica e leucocitaria.



Le terapie possono essere sistemiche, ossia il cui effetto interessi l’intero organismo, oppure topiche e localizzate.


Qualunque la strategia clinica, un incremento endogeno e/o di riattivazione della produzione di Ossido Nitrico nell’endotelio serve a contrastare i processi costrittivi arteriopatici, a riaprire i flussi sanguigni ed a supportare il recupero funzionale degli organi.

Si consiglia la lettura di questo utile ed interessante articolo del dott A. Masha e V. Martina su come l'ossido nitrico sia una efficace terapia contro l'arterioparia obliterante degli arti inferiori e superiori.

In affiancamento alle terapie raccomandate, può essere consigliato indossare un capo di abbigliamento bio-funzionale capace di promuovere in modo localizzato un naturale incremento nella produzione di Ossido Nitrico. 

La maggiore disponibilità di Ossido Nitrico supporta infatti il recupero della vasodilatazione e delle attività fisiologiche e previene i rischi di affaticamento, ulcere e gangrena prodotti dall’arteriopatia obliterante periferica.

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arteriopatia periferica arti inferiori

Segnaliamo un interessante articolo scientifico sull'utilizzo dell'ossido nitrico come vasodilatatore in presenza di arteriopatia periferica:

Reduced Expression of Endothelial Nitric Oxide Synthase in the Lungs of Patients with Pulmonary Hypertension

 


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