Sindrome di Raynaud ai piedi: come contrastare gli attacchi

sindrome di raynaud ai piedi

L’obiettivo di questo articolo è quello di offrire un vademecum a coloro che riscontrano i sintomi della sindrome di Raynaud nei piedi.

L’articolo è parte di una rubrica tematica che si propone di trattare la sindrome di Raynaud concentrandosi sulle varie aree del corpo che essa può colpire. 

Chi soffre di sindrome di Raynaud farebbe bene a far attenzione ai propri piedi.

Già: non sono solo le mani a soffrire di questa sindrome e di tutte le fastidiose complicazioni che essa comporta. Anche le dita dei piedi possono esserne colpite e presentare tutti quei sintomi che abbiamo visto parlando del fenomeno di Raynaud.

Vediamo dunque perché ciò avviene, come si può prevenire l’insorgere del disturbo e cosa si può fare per mitigarne i sintomi. 

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Sindrome di Raynaud ai piedi: cause e sintomi

Come abbiamo visto altrove, il fenomeno di Raynaud è causato da un restringimento eccessivo dei capillari. In presenza di determinati stimoli, questi ultimi riducono il loro volume e lasciano passare meno sangue di quanto non avvenga normalmente (c.d. “vasocostrizione”). 

Privati dell’apporto di sangue arterioso e soprattutto dell’ossigeno che esso trasporta, i tessuti colpiti in un primo tempo impallidiscono, poi assumono un colore bluastro.

Questa fase di solito non si accompagna a dolore: a causa della riduzione del flusso sanguigno, le estremità diventano più fredde e perdono sensibilità, ma non fanno male.

Solo quando il c.d. “attacco vasospastico” (e cioè la fase di contrazione dei vasi sanguigni) cessa, ed il sangue torna a fluire normalmente, si iniziano ad avvertire fastidi che vanno dal prurito al bruciore a vere e proprie fitte di dolore. 

Dal momento che la sindrome di Raynaud interessa le aree servite dai vasi sanguigni periferici, essa può manifestarsi anche in aree come le orecchie o la punta del naso. È indubbio, tuttavia, che le zone maggiormente colpite siano le dita di mani e piedi. 

Sindrome di Raynaud ai piedi: peculiarità

Capire se quella di cui si soffre ai piedi sia sindrome di Raynaud (e non piuttosto un altro disturbo) può rivelarsi complicato. 

Chiariamoci: il meccanismo che determina l’insorgere della sindrome di Raynaud è lo stesso. Sia che si parli di piedi che di qualsiasi altra parte del corpo, il problema è dato da un’alterazione del flusso sanguigno. 

Il problema è questo: mentre gli effetti di questa alterazione sono facilmente osservabili nelle mani, per il semplice fatto che le abbiamo sempre davanti agli occhi, essi potrebbero non essere così evidenti quando vengono in gioco i piedi.

Detto in altre parole, a meno che non passiate la giornata a guardarvi le estremità inferiori (se è così, sappiate che non vi giudichiamo!), potreste non notare il passaggio da bianco a cianotico a rosso che caratterizza la sindrome di Raynaud.

Magari provate dei fastidi che sono compatibili con questa sindrome (le dita dei piedi diventano fredde, oppure prudono); ma avete il dubbio che essi possano essere la spia di altri disturbi e condizioni. 

In questi casi, il nostro consiglio è senz’altro quello di rivolgersi ad un medico, che saprà suggerirvi esami specifici. Qui ci limiteremo a darvi due indicazioni generali, che non vogliono sostituirsi ad una diagnosi (non è questo il nostro compito) ma solo offrirvi una chiave di lettura in più:

  • Se è sindrome di Raynaud, i piedi non sono sempre blu
  • Gli attacchi vasospastici hanno una durata limitata.

Questa può variare sensibilmente da paziente a paziente: ma che duri pochi minuti (come avviene nella maggior parte dei casi) od ore, prima o poi la fase di vasocostrizione finisce.

A quel punto, il sangue torna a scorrere e la parte interessata diventa rosso acceso. Quindi se le dita dei vostri piedi sono perennemente cianotiche, è più probabile che soffriate di un altro disturbo. Potrebbe essere acrocianosi, ma di nuovo: parlatene col vostro medico. 

Siete geneticamente predisposti alla sindrome di Raynaud?

Sebbene le cause del fenomeno di Raynaud non siano note, essa sembra avere una componente genetica. Quindi se qualche vostro stretto familiare ne soffre (e a maggior ragione se voi stessi l'avete osservata in un'altra parte del corpo) è possibile che i fastidi ai piedi siano causati proprio dalla sindrome di Raynaud. 


Sindrome di Raynaud ai piedi: rimedi 

Non esiste una cura definitiva per la sindrome di Raynaud, anche definita morbo di Raynaud.

Se i vostri piedi ne soffrono è necessario in primo luogo evitare situazioni che potrebbero esporvi al rischio di attacchi vasospastici; qualora la prevenzione non funzionasse, dovete cercare di far passare l'attacco nel modo più rapido ed indolore possibile. 

Per quanto riguarda la prevenzione, occorre in primo luogo evitare di esporre i piedi al freddo e rischiare geloni: le basse temperature sono la principale (anche se non unica) causa scatenante degli attacchi vasospastici.

In questo i piedi sono favoriti rispetto alle mani: è più facile tenerli al caldo grazie a calze e scarpe. Scegliete tessuti come lana e cachemire, ma fate attenzione a che le vostre calzature non siano troppo strette: in caso contrario, rischiate di limitare la circolazione, favorendo proprio l’effetto che volete evitare. 

Poi sarebbe bene eliminare o limitare fortemente l’assunzione di nicotina e caffeina. Più in generale, è opportuno mantenere in salute il sistema circolatorio attraverso l’esercizio fisico e l’alimentazione. 

Se la prevenzione non riesce e vi ritrovate nel bel mezzo di un attacco vasospastico alle dita dei piedi, l’obiettivo dev’essere quello di far cessare la vasocostrizione, così che il sangue possa tornare a scorrere naturalmente. 

La prima, basilare strategia per ottenere questo risultato è quella di favorire la circolazione muovendo le parti interessate. Agitate le dita dei piedi, contraendole e stendendole (potete farlo anche senza togliere le calze), oppure massaggiate i piedi.

Queste semplici accortezze permettono di riscaldare la parte interessata e quindi, se l’attacco vasospastico non è troppo violento, consentono al sangue di tornare a fluire normalmente. 

Molto utile, quando la vasocostrizione è causata dall’esposizione al freddo, è riscaldare la zona colpita.

Attenzione, però, a come lo si fa. Ai capillari non piacciono gli sbalzi di temperatura improvvisi, perché li costringono ad un superlavoro: il rischio è quello di danneggiarli, favorendo l’insorgere di altre patologie (si pensi ai geloni).

Quindi se avete i piedi freddissimi e pallidi a causa della sindrome di Raynaud, non dovete immergerli in acqua bollente. È molto meglio massaggiarli e poi fare un bel pediluvio con acqua tiepida (la parola chiave è: tiepida). 

Se poi non avete voglia di stare con i piedi a mollo per ore, potete acquistare indumenti tecnici che favoriscano la sovra produzione topica di ossido nitrico.

Questa molecola, naturalmente prodotta dal nostro corpo, sviluppa una potente vasodilatazione naturale e favorisce l’afflusso di sangue arterioso alle aree vasocostrette: se indossati con costanza, questi indumenti riducono il rischio di attacchi vasospastici dovuti alla sindrome di Raynaud e ne minimizzano i sintomi. 

Se foste interessati a capire come funzioni la nostra tecnologia, vi inviatiamo a leggere questa pagina nel nostro blog.

Qualora nulla di quanto suggerito fosse d’aiuto, il vostro medico saprà indicarvi la soluzione farmacologica più adatta a voi. 

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