Sindrome di Raynaud Sintomi

Sindrome di Raynaud Sintomi

La sindrome di Raynaud colpisce all’incirca il 5% della popolazione mondiale con sintomi estremamente chiari: si tratta di circa 3 milioni di persone nella sola Italia, in prevalenza donne under 40.

Tuttavia, la sindrome di Raynaud è ancora relativamente poco nota, ed i suoi sintomi rischiano di essere confusi con quelli tipici di altri disturbi dell’apparato circolatorio.

In questo articolo metteremo in evidenza quali sono i tipici sintomi della sindrome di Raynaud, quelli che ci permettono di riconoscerla e di distinguerla – ad esempio – dai geloni o dall’acrocianosi

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Sindrome di Raynaud

Il nostro obiettivo non è quello di sostituirsi ai medici: non prendete quindi questa guida come alternativa ad una diagnosi.

Vogliamo solo aiutarvi a capire, sulla base dei sintomi di cui soffrite, se il disturbo che vi affligge sia o meno sindrome di Raynaud, così da poter prendere le necessarie contromisure.

I sintomi della sindrome di Raynaud: la pelle cambia colore

Il primo e più scenografico sintomo della sindrome di Raynaud è il cambiamento del colore della pelle nella regione interessata (solitamente si tratta delle dita di mani e piedi, mentre più di rado sono coinvolti il naso e le orecchie). Lì la pelle prima impallidisce, poi assume una colorazione bluastra ed infine diventa rosso acceso.

Perché succede: Come abbiamo spiegato approfonditamente in un altro post, chi soffre della sindrome di Raynaud va incontro ad una vasocostrizione anomala dei vasi sanguigni periferici.

In parole povere, i capillari che servono le estremità del corpo si restringono riducendo significativamente il passaggio del sangue; poi, dopo un periodo più o meno lungo, tornano a dilatarsi.

Nel momento in cui il flusso di sangue si riduce, la pelle impallidisce. Il fenomeno è particolarmente evidente in chi ha la carnagione chiara: in questo caso, le dita diventano bianco gesso.

Dopo qualche tempo, la carenza di ossigeno fa sì che la zona interessata assuma un colore cianotico (bluastro). In chi ha la pelle scura (fototipo 5 e oltre) questo sintomo non si manifesta con altrettanta chiarezza, ma comporta comunque un cambiamento nel colore delle dita, che appariranno più pallide e grigiastre.

Quando la fase di contrazione ha termine, i capillari tornano a dilatarsi. Il sangue può di nuovo scorrere liberamente, ed il suo afflusso repentino determina un arrossamento della pelle.

Fate attenzione ad un dato.

Nella sindrome di Raynaud la fase di contrazione dei vasi è sempre seguita da una dilatazione degli stessi.

Pertanto se le vostre dita sono perennemente cianotiche, è possibile che ciò sia sintomo di un altro disturbo (ad esempio l’acrocianosi). Il vostro medico saprà darvi le informazioni di cui avete bisogno. 

I sintomi della sindrome di Raynaud: sensazione di freddo

Un altro tipico sintomo della sindrome di Raynaud è costituito dalla sensazione di freddo che si avverte nella parte colpita.

Questa sensazione (che non si presenta con uguale intensità in tutti coloro che soffrono del fenomeno di Raynaud) permane fino a quando non cessa la fase di spasmo.


Perché succede: Anche questo sintomo è dovuto alla diminuzione del flusso sanguigno. Tra le varie funzioni di quest’ultimo, infatti, c’è quella di mantenere la temperatura corporea a livelli ideali, “trasportando il calore” ad organi e tessuti.

Quando la contrazione dei vasi sanguigni riduce l’apporto di sangue, la temperatura delle zone coinvolte scende, e questo fa avvertire una sensazione di freddo. Il sintomo scompare quando il flusso sanguigno torna a scorrere normalmente.

I sintomi della sindrome di Raynaud: perdita di sensibilità e formicolio

Siamo arrivati al terzo sintomo comunemente associato con il fenomeno di Raynaud: la perdita di sensibilità ed il formicolio che interessano le zone coinvolte.

Questi fastidi si verificano solitamente nel corso della seconda fase, quella in cui il flusso sanguigno ristagna e le dita diventano cianotiche per mancanza di ossigeno (c.d. fase di asfissia locale).   

Perché succede: Naturalmente, anche in questo caso c’entra l’alterazione del flusso sanguigno. Da questo punto di vista, il formicolio associato alla sindrome di Raynaud è completamente diverso da quello che viene per – ad esempio – aver mantenuto a lungo una posizione scomoda.

Quest’ultimo, infatti, dipende dalla compressione dei nervi e non dall’alterazione del flusso sanguigno.


I sintomi della sindrome di Raynaud: prurito e dolore alle dita

Quando la fase di contrazione dei capillari termina e il sangue torna a circolare liberamente, può capitare di avvertire una sensazione che va dal prurito (ben diverso dal formicolio di cui abbiamo parlato prima: pensate a ciò che accade quando vi scottate al sole) al dolore vero e proprio.

In alcuni soggetti più sfortunati, le fitte sono talmente forti e frequenti da condizionare la vita quotidiana.

Perché succede: Il problema in esame è dovuto all’eccessiva dilatazione dei vasi sanguigni secondaria che avviene al termine dell’attacco vasospastico.

Se infatti la riduzione patologica del flusso sanguigno non fa bene ai tessuti, lo stesso può dirsi di un’eccessiva dilatazione (c.d. ipertermia reattiva).

In presenza di quest’ultima, la temperatura della zona colpita si alza all’improvviso e la pelle viene interessata da eritemi, con tutti i fastidi che ne derivano.

In conclusione
Se avete riconosciuto tra quelli appena descritti sintomi di cui soffrite, potreste effettivamente essere soggetti alla Sindrome di Raynaud: confrontatevi con il vostro medico, il quale saprà prescrivervi gli esami diagnostici più efficaci.

Per quanto riguarda la terapia, tenete presente che non esiste una cura risolutiva per la sindrome di Raynaud: ma vi sono varie soluzioni, compresi alcuni rimedi non farmacologici, che vi permetteranno di ridurre i fastidi ad essa associati.

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