Periostite: prevenzione e cura naturali

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La periostite è un disturbo in grado di compromettere gravemente le performance sportive.

La periostite è una infiammazione che colpisce il periostio, una membrana di tessuto connettivo che avvolge le ossa del nostro corpo e ha la funzione di proteggerle, di nutrirle e di rigenerarle.

 

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Sebbene possa colpire qualsiasi zona del corpo, la periostite normalmente interessa la zona tibiale, con un processo infiammatorio acuto o cronico (in questo caso si parla anche di sindrome da stress tibiale mediale).

Perché insorge la periostite?

La periostite o periostite tibiale può colpire persone che soffrono di obesità (per il carico eccessivo imposto agli arti inferiori), oppure comparire a seguito di infezioni.

Tuttavia, comunemente la sindrome colpisce i runners, a causa dei traumi diretti e ripetuti che interessano la zona nell’atto della corsa.

Ad incrementare le possibilità di sviluppare il problema sussistono altri fattori:

  1. associazione alla corsa di altri movimenti che causano stress a livello della tibia, come i salti. Per questo, la patologia può colpire anche calciatori, rugbisiti o giocatori di calcio
  2. presenza di squilibri muscolari o adozione di posture sbagliate, come nel caso del piede cavo e pronato, con conseguente carico eccessivo
  3. corsa in discesa o in salita, con presenza di irregolarità o pendenze
  4. corsa ad alto impatto, ossia, corsa lenta che prevede di appoggiare il piede al terreno tenendo il ginocchio quasi teso
  5. adozione di calzature errate, ossia usurate oppure con un drop ridotto, dove l’ammortizzazione degli urti risulta scarsa o nulla
  6. errori di allenamento, come uno stretching insufficiente prima della prestazione oppure un aumento improvviso, non graduale, dei chilometri percorsi.

L’infiammazione muscolare colpisce circa il 15% dei runner, soprattutto nel primo anno di allenamento, o in periodi di incremento dell’intensità della pratica, oppure quando si riprende ad allenarsi dopo una pausa. Quasi tutti i corridori vengono colpiti almeno una volta nella vita.

Esistono due tipi di periostite:

  • Periostite tibiale acuta: è caratterizzata da una evoluzione e da una durata brevi, e si presenta con dolori intensi ma destinati a durare poco
  • Periostite tibiale cronica: i dolori risultano più leggeri, ma si protraggono per un lasso di tempo più lungo. Se ignorata, può avere gravi conseguenze come la formazione di callo osseo o ispessimento del periostio.

L’infiammazione del periostio insorge generalmente terminata la pratica sportiva o il giorno dopo ma potrebbe ripresentarsi:

  • durante i successivi allenamenti, sotto forma di dolori forti localizzati all’inizio della sessione, per poi attenuarsi man mano che la muscolatura si scalda
  • quando si corre, si salta o si flettono i piedi
  • con dolori che si manifestano anche con il minimo sforzo e continuano anche a riposo, se la periostite peggiora

La sofferenza aumenta alla pressione manuale della zona (circa 10 cm sopra la caviglia) e, nei casi più gravi, si possono presentare gonfiore e calore, tumefazione o iperestesia (per la forte innervazione della tibia).

Come è facile da intuire, gli effetti della periostite tibiale si ripercuotono sulla prestazione sportiva, compromettendo l’esecuzione.

Se ignorata, conduce a conseguenze più serie ed irreparabili, capaci di stroncare la carriera atletica.

Si rivela quindi fondamentale trovare una soluzione prima che sia troppo tardi.

Periostite tibiale rimedi

Una volta individuato il problema e ricevuta la diagnosi, che esclude altri possibili malattie, la periostite tibiale si cura nella fase acuta e post-acuta con l’assoluto riposo e la sospensione dell’attività sportiva, di solito per 4 settimane.

A ciò si aggiungono altri rimedi, dipendenti dalla causa scatenante:

  •  antinfiammatori e miorilassanti
  • crioterapia, ossia impacchi di ghiaccio da applicare 3 volte al giorno per 15/20 minuti (attenzione però, perché non si tratta di una cura ma di una soluzione che allevia il dolore)
  • terapia locale: ultrasuoni, elettrostimolazione
  • cortisone, per i casi più gravi
  • esercizi eccentrici 
  • cure fisioterapiche o osteopatiche

Alla ripresa delle normali attività sportive, è importante ricordarsi di prevenire l’insorgenza dell’infiammazione, tramite l’adozione delle giuste calzature, lo stretching, ed evitando di correre su superfici troppo dure.

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I vantaggi dell’abbigliamento bio funzionale rispetto alla farmacologia

Il principale vantaggio di questi prodotti bio funzionali, rispetto alle comuni terapie farmacologiche, è poter evitare gli effetti collaterali associati all’assunzione di medicinali oltre al poter indossare il capo per molte ore durante il corso della giornata, senza limiti di utilizzo.

Questo significa poter avere un formidabile alleato nel controllo del dolore.

Naturalmente i capi bio funzionali non sono una soluzione definitiva e un medico deve comunque e sempre essere considerato, possono aiutare a ridurre il dolore e contrastare il problema.

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