Epicondilite: cure naturali efficaci per il dolore al gomito

Epicondilite: cure naturali efficaci per il dolore al gomito

Epicondilite, o tendinopatia, è il nome di un disturbo molto diffuso che interessa i soggetti di età compresa tra i 25 e i 60 anni e per cui esistono comunque cure naturali efficaci.

In modo particolare, l'epicondilite (anche detta gomito del tennista) colpisce coloro che si dedicano a attività “a rischio” dal punto di vista dello stress meccanico, che genera tensioni sull’area interessata dalla patologia.

Nello specifico, la sindrome dolorosa insorge quando i tendini che collegano i muscoli dell’avambraccio alla parte esterna del gomito (epicondilo laterale) vanno incontro ad infiammazione.

Curare in tempo questa patologia è fondamentale perché la sua cronicizzazione non è un fenomeno raro, anzi piuttosto comune trattandosi di una zona soggetta a sollecitazione continua.

epicondilite soluzione

L’alternativa, come sempre quando si a che fare con processi infiammatori di questo tipo, è quella tra la via naturale - sempre più privilegiata negli ultimi anni - e quella “tradizionale” ovvero farmacologica.

Recentemente, la sperimentazione scientifica ha promosso a pieni voti l’ossido nitrico per la sua azione pro e antinfiammatoria in grado di sviluppare una potente azione miorilassante naturale.

Ma prima di passare alle soluzioni, vediamo perché e come insorge il disturbo. 

Chi è più esposto all’epicondilite?

Innanzitutto, va detto che lo stile di vita conta - e non poco - quando si ha a che fare con il temuto gomito del tennista (da non confondere con il parente “gomito del golfista”!).

La terminologia più comune ci dà un indizio importante su tale aspetto: lo specialista della racchetta, così come l’esperto del disegno, ma anche il parrucchiere, il disegnatore, l’idraulico e tante altre categorie professionali/sportive/ricreative sono più esposte al dolore al gomito

È il sovraccarico funzionale dei muscoli e dei tendini del braccio, e in particolare del gomito, a scatenare un processo infiammatorio molto doloroso, al punto tale da ostacolare anche i gesti più comuni.

Una condizione problematica, questa, che può costringere al riposo assoluto, compromettendo, talvolta, l’esercizio della propria professione per un lasso di tempo medio-lungo.

Accanto alle attività ripetitive ed estenuanti - esasperate spesso dall’utilizzo di attrezzatura professionale e sportiva, come anche dal mantenimento di una certa posizione per molte ore al giorno - si possono chiamare in causa ulteriori fattori scatenanti e/o aggravanti.

Cause dei fattori aggravanti

  • sforzo eccessivo, a carico dei muscoli che s’inseriscono sull’epicondilo laterale;
  • trauma improvviso;
  • problemi ai nervi o di natura cartilaginea;
  • rigidità che interessa la cervicale, il polso o le spalle. 

Si tratta di condizioni che direttamente o indirettamente possono generare un sovraccarico a livello del gomito, facendo esplodere la sintomatologia tipica.

Segnali e sintomi dell’epicondilite (o gomito del tennista)

Chi soffre di epicondilite il più delle volte lamenta dolore durante i più banali movimenti quotidiani.

Addirittura, può divenire difficoltoso anche stringere la mano per presentarsi ad una nuova conoscenza, girare la maniglia della porta per aprirla, afferrare una penna per scrivere, stappare una bottiglia e via dicendo.

Insomma, un vero e proprio disagio che va risolto tempestivamente in fase acuta, per non rischiare di aggravare il quadro clinico e per scongiurare le recidivanti. In questo senso, è importante riconoscere il problema fin dai suoi primi segnali di esordio, ovviamente con il supporto di uno specialista che saprà indirizzare al meglio il paziente. 

Quando recarsi dal medico per sospetto di epicondilite?

Al tipico dolore localizzato nella parte esterna del gomito si accompagna generalmente il gonfiore, e questi due principali segnali interessano tutto l’avambraccio e si irradiano fino alla mano.

Altri sintomi comuni dell’infiammazione sono i seguenti:

  • rossore nella zona interessata dalla sindrome;
  • calore e dolore alla palpazione;
  • sensazione di bruciore;
  • formicolio al braccio interessato;
  • rigidità articolare;
  • riduzione della funzionalità dell’avambraccio.

La sintomatologia si manifesta gradualmente, con un dolore che da lieve, diviene prima moderato e in fase acuta severo e “ingombrante” poiché in grado di ostacolare gesti semplici e necessari della vita quotidiana.

Soprattutto, si tratta molto spesso di una sofferenza che accompagna il soggetto anche durante le ore notturne, peggiorando la qualità del riposo. 

Come diagnosticare l'epicondilite (gomito del tennista)?

Nella maggior parte dei casi, alla presenza di tutti i sintomi appena citati si può con certezza pensare all’epicondilite e, dunque, andare alla ricerca della migliore cura che sia in grado di risolvere il processo infiammatorio in tempi rapidi, al fine di tornare ad una vita normale e senza dolore.

Nonostante i segni espliciti del disturbo, è sempre da escludere il modo di procedere “per tentativi ed errori”, vale a dire quell’erronea (e purtroppo diffusa) tendenza all’automedicazione che non contempla la necessità del consulto specialistico.

In casi come questi, invece, la prima azione consigliata è propria quella di rivolgersi, anzitutto, al proprio medico di base, il quale saprà indicare la migliore via. Quest’ultimo, in seguito all’esame obiettivo, prescriverà al paziente esami di approfondimento e, eventualmente, una visita specialistica per indagare con maggiore sicurezza.

Gli esami diagnostici che sono in grado di dare un nome definitivo ai sintomi che interessano i tendini e i muscoli dell’avambraccio sono i seguenti:

  • radiografia;
  • ecografia;
  • risonanza magnetica;
  • elettromiografia.

Una volta ricevuta la diagnosi, si può procedere con una terapia adeguata al grado d’infiammazione.

Cura dell’epicondilite: qual è la migliore? Tradizione e innovazione a confronto

Generalmente, a risolvere il gomito del tennista scendono in campo diversi trattamenti che, combinati fra loro, diventano una vera forza nella lotta all’infiammazione.

  1. Per prima cosa si mette completamente a riposo l’arto per un lasso di tempo che varia, a seconda dello stadio della sindrome. Eventualmente, il braccio viene sostenuto da una fascia medica.
  2. Al riposo vanno associati frequenti impacchi con ghiaccio, della durata di 10-20 minuti ciascuno.
  3. La somministrazione di farmaci antinfiammatori (FANS) serve ad accelerare il processo di guarigione.
  4. Possono essere d’aiuto anche infiltrazioni locali con preparati cortisonici o a base di acido ialuronico.
  5. Molto utili le sedute di fisioterapia per riprendere la naturale mobilità dell’arto
  6. La cura con argilla o con ghiaccio ha effetto ma molto lento nel ridurre la sintomatologia epicondilite
  7. La cura con onde d'urto è molto dolorosa e costosa, non è sempre consigliata e ben vista dai pazienti
  8. in modo opposto, l'automassaggio per ridurre i sintomi della epicondilite ha ben poca efficacia. 
  9. In ultimo se vi faceste la domanda se l'epicondilite guarisce da sola, la risposta è certamente no.

Non si può fare a meno di menzionare anche la via più naturale alla risoluzione della malattia, quella dei rimedi della nonna che fa appello a soluzioni non-farmacologiche, tra le quali:

  • impacchi a base di prodotti al 100% naturali, noti per la loro azione lenitiva, antidolorifica e antinfiammatoria: argilla, aloe, arnica, artiglio del diavolo.
  • utilizzo di dispositivi a sostegno del gomito, come il tutore e la fascia.

Tante volte una via non esclude l’altra, nella misura in cui si opta per i famosi “rimedi della nonna” al fine di tenere a bada i sintomi e, al contempo, si agisce sulle cause avvalendosi della medicina.

L’ossido nitrico: una molecola di grande aiuto

Parlando di innovazione, invece, l’utilizzo topico dell’ossido nitrico rappresenta la vera alternativa nella lotta alle infiammazioni anche grazie alla sua azione miorilassante naturale: una piccola sovrapproduzione localizzata di questa molecola già presente nel nostro organismo va ad aumentare la quantità di sangue arterioso nei tendini e muscoli, andando a contrastare attivamente il processo infiammatorio.

In particolare, noti studi scientifici hanno dimostrato che nello specifico caso del gomito del tennista l’incremento di questa molecola gassosa favorisce la riparazione dei tessuti e la conseguente riduzione della condizione infiammatoria dolorosa.

Come modo attivare naturalmente la sovrapproduzione di ossido nitrico?

Oggi, grazie alla tecnologia fotochimica NOAcademy, indossando i tubolari bio-funzionali NOAPP è possibile agire naturalmente sul problema e prevenirlo al tempo stesso, evitando gli antinfiammatori per l'epicondilite, continuando a vivere normalmente e senza dover scendere a compromessi tra salute e comodità.

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