Curare l’epitrocleite senza ricorrere ai farmaci

epitrocleite cure naturali

Si sente parlare poco di epitrocleite, infiammazione a carico del gomito e dell’avambraccio.

L’epitrocleite, o epicondilite mediale, è una sindrome di natura infiammatoria che colpisce i tendini e i muscoli del gomito, che rappresenta una forma più rara rispetto alla sua parente più stretta epicondilite.

Nota anche come gomito del golfista, questa condizione dolorosa, invalidante e ostica da risolvere, interessa con particolare frequenza chi pratica tale attività e in generale tutti i soggetti che per motivi lavorati, sportivi o di altra natura, sottopongono il gomito ad uno stress al di sopra della norma.

Per curarla generalmente si fa appello alla farmacologia e alle altre terapie tradizionali.

epitrocleite

Tuttavia, non vanno sottovalutati alcuni trattamenti innovativi e meno invasivi, come quello che sfrutta la funzione pro e antinfiammatoria dell’ossido nitrico, molecola già disponibile all’interno del nostro organismo.

Che cos’è l’epitrocleite, detta anche epicondilite mediale?

La differenza tra la più conosciuta epicondilite laterale e l’epitrocleite è che la prima interessa i tendini estensori, la seconda riguarda i tendini flessori dell’avambraccio.

Il nome della patologia deriva, infatti, dalla sede della sua origine: l’epitroclea, o epicondilo mediale dell’omero, rilievo osseo sul quale s’inseriscono il legamento collaterale ulnare del gomito, il tendine del muscolo pronatore rotondo e il tendine che accomuna tutti i muscoli flessori dell'avambraccio.

Questa zona di ancoraggio tendineo è molto delicata, una delle parti più sensibili del nostro corpo; pertanto, quando insorge l’infiammazione, i sintomi risultano piuttosto invalidanti e richiedono un trattamento tempestivo.

Dati di incidenza e attività più a rischio

I dati statistici ci forniscono un quadro chiaro sulla diffusione della patologia. Per quanto riguarda l’età, il range è piuttosto vasto: si riscontra in pazienti di età compresa tra i 12 e gli 80 anni, con particolare incidenza nei soggetti tra i 40 e i 60 anni.

Dal punto di vista del sesso, invece, riguarda indifferentemente tanto gli uomini quanto le donne. Nella maggior parte dei casi è l’arto dominante ad esserne colpito.

Relativamente alle attività predisponenti, tra gli sport incriminati non vi è soltanto il golf, ma in generale tutte quelle pratiche che richiedono un gesto atletico stressante per l’area mediale del gomito.

Lanciatori di baseball, lanciatori del giavellotto, tennisti, giocatori di bowling, schermidori, esperti di tiro con l’arco e di sollevamento pesi: sono questi, insieme ai golfisti e i giocatori di padel, gli sportivi più soggetti alla patologia epitrocleite.

Oltre che sportiva, questa patologia da sovraccarico biomeccanico dell'arto, è riconosciuta come malattia professionale, anche invalidante.

Infatti, anche lo svolgimento di determinati tipi di lavori - piuttosto pesanti e ripetitivi - è da chiamare in causa.

In particolare, risultano molto esposte tutte quelle attività che richiedono il movimento costante ed energico di avambraccio, polso e mano.

Muratori, macellai, idraulici, baristi e cuochi sono più predisposti all’infiammazione dell’epitroclea.

La causa va ricercata nello squilibrio tra lo stress meccanico che genera microtraumi ripetuti, e dunque infiammazione, a carico delle strutture tendinee e muscolari e la capacità di recupero dei tessuti stessi.

Come riconoscere i sintomi dell’epitrocleite

Riconoscere la presenza di questa tendinopatia fin dai primi segnali è fondamentale, in modo da poter agire tempestivamente ed accorciare i tempi guarigione che, talvolta, possono risultare piuttosto lunghi (nei casi cronici mesi o, addirittura, anni).

I segnali del gomito del golfista sono inconfondibili, ma in fase di “riscaldamento” (cioè durante il movimento) la dolorosità può drasticamente ridursi, per poi ripresentarsi con maggior forza al termine dell’attività e con queste caratteristiche:

  • dolore interno al gomito;
  • dolore durante la rotazione dell'avambraccio;
  • dolore al movimento della mano o durante le attività in cui è richiesta una presa salda (stringere il pugno per esempio);
  • rigidità al termine delle attività lavorative o sportive che richiedono movimenti ripetuti del gomito, della mano o del polso.

Altri sintomi possono essere:

  • rigidità mattutina al gomito;
  • formicolio nella zona interna dell'avambraccio che s’irradia al polso o, addirittura, alla mano;
  • particolare indolenzimento o rigidità a livello del bicipite.

Generalmente, per ricevere la diagnosi è sufficiente un accurato esame obiettivo, ma come conferma ultima possono essere richiesti ulteriori esami strumentali, come la radiografia, l’ecografia e la risonanza magnetica.

Come curare l’epitrocleite al gomito?

Ricevuta la conferma della presenza della patologia, è bene cominciare il prima possibile il trattamento consigliato dal medico.

Solitamente si tratta di un approccio conservativo volto da un lato a gestire la sintomatologia dolorosa e a risolvere l’infiammazione, dall’altro a “rieducare” il paziente e la sua struttura tendineo-muscolare.

Nello specifico:

  • riposo;
  • applicazione di ghiaccio;
  • assunzione di farmaci antinfiammatori (FANS);
  • applicazione del tutore per epitrocleite;
  • infiltrazioni locali di cortisone;
  • trattamento TENS (stimolazione elettrica nervosa transcutanea);
  • trattamento con laser;
  • trattamento con ultrasuoni;

e inoltre:

  • correzione o sospensione delle attività che causano il sovraccarico;
  • esercizi per il rinforzo e l’allungamento dei muscoli flessori del polso e delle dita e dei muscoli pronatori.

Epitrocleite: esercizi e prevenzione

Lo svolgimento di specifici esercizi isometrici e/o isotonici è funzionale non soltanto al recupero fisico e alla risoluzione dell’infiammazione, ma anche come via preventiva, in particolare nei casi di maggiore esposizione al rischio.

Gli esercizi vanno a coinvolgere anche la spalla, struttura che va rafforzata affinché possa sopportare una certa quantità di carico durante un movimento; in questo modo si eviterà di scaricare il peso sul gomito, aggravando ulteriormente la situazione di stress.

A tutti i soggetti in condizione di iper-sollecitazione, è consigliato lo svolgimento di questi utili esercizi:

  • rinforzo di polso e avambraccio con elastico, barra o manubrio (da eseguire a gomito flesso a 90° o esteso);
  • stretching muscolare per i flessori del carpo;
  • esercizi di spinta e tirata per i muscoli flessori del polso e delle dita (trazioni, rematori, push-up, panca piana, spinte con manubri…)
  • esercizi di rinforzo della spalla (movimenti di abduzione, estensione e rotazione esterna: alzate laterali, trazioni, extra-rotazioni con manubrio…).

Epitrocleite del gomito: cura naturale a base di ossido nitrico

Per facilitare il processo di guarigione sarebbe utile mettere in pratica una terapia multimodale, per trarre beneficio dalla combinazione di trattamenti di natura diversa.

A tale scopo, associare alla terapia tradizionale l’utilizzo di un abbigliamento che accelera la produzione localizzata di ossido nitrico, significa aumentarne l’efficacia.

Ciò perché l’ossido nitrico è un potentissimo vasodilatatore naturale che incrementa l'irrigazione sanguigna arteriosa.

Con i tubolari NOAcademy e la tecnologia fotochimica con cui sono realizzati, è possibile innescare questo processo, apportando grande beneficio al gomito e al braccio, in termini di risoluzione dell’ infiammazione e di prevenzione.

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