Come smaltire l'acido lattico: l'esperienza di Daniela

Come smaltire l'acido lattico

Come smaltire l'acido lattico: Daniela, ultra runner, racconta la sua esperienza risolta con un paio di tubolari NOAPP. 

Come smaltire l'acido lattico è la grande domanda ad un problema comune nei runner.

Questo articolo raccoglie l’esperienza di Daniela e la sua positiva esperienza utilizzando i tubolari NOAPP in gara.

Daniela, calabrese, laureata a Napoli in chimica farmaceutica e poi in farmacia, intraprende la carriera universitaria. Dopo un iniziale periodo italiano, viene assunta in Germania all’Istituto di Immunologia per poi rientrare in Italia, lavorando prima all’ospedale universitario San Raffaele di Milano e poi in un’azienda privata come ricercatrice.

L’impegno lavorativo in laboratorio è fortissimo, quasi totalizzante, gli orari sono troppo lunghi e staccarsi è difficile. In ognuna delle sue esperienze, la forte tensione e priorità sulle pubblicazioni scientifiche copre vita personale e interessi. In questo contesto, l’eccesso lavorativo provocava problemi psicofisici e lo sport si è presentato come medicina necessaria per ristabilire un corretto equilibrio

Quando era in Germania, Daniela ha iniziato  a correre con un gruppo di colleghe. La sua passione in quel momento era il nuoto; il movimento fluido dell’acqua ed il rumore del respiro avevano un significato avvolgente e quasi taumaturgico.

Nel dicembre 2014, un po' per caso, arriva la possibilità di correre una maratona partendo dal quasi nulla in cui il suo allenamento la situava in quel momento. Accetta la sfida e, con vero divertimento, in due mesi e mezzo l’obiettivo viene raggiunto. Prima maratona corsa a Milano, nel 2015, in 3 ore e 41 minuti.

Da allora, la passione cresce e le sfide si susseguono e la domanda come eliminare acido lattico nelle gambe iniziava a farsi strada.

Ultra Maratona "50 chilometri lungo l'Adda" il 25 aprile 2016, vinta. I 100 km del Passatore insegnano a Daniela invece cosa significhi rompere la muscolatura, il dolore e doversi fermare per curarsi.

Poi però riparte. 100 km di Seregno (10h 35m), nuovamente i 100 km del Passatore, questa volta gara conclusa, 100 km di Asolo (10h 37min), ancora i 100 km di Seregno (8h 48min, prima donna italiana), Mondiali Open in Croazia (8h 51min, prima donna qualificata) a cui si aggiungono i 20 km della Ticino Dragon Boat Marathon. Oltre ad altre competizioni su varie distanza.

 Daniela è una persona precisa, ordinata, puntuale, chiara; in poche parole, una farmacista. I pensieri atletici seguono la stessa impostazione mentale professionale: “sarò sufficientemente pronta”?

Per giunta, il ritmo che cala nella settimana precedente la gara per dare spazio al recupero ed il minore sforzo riducono le endorfine.

Cresce l’ansia e la riflessione, si susseguono le analisi più oggettive e spietate sul percorso e sulla preparazione.

Per giunta, il fisico di Daniela ha memoria dell’incidente al ginocchio sul primo Passatore: questo crea a volte scompensi muscolari, sbilanciamenti, dolori, fisioterapie e iniezioni.

La storia e l’esperienza le hanno insegnato che non si può sempre andare al massimo, bisogna imparare dai continui piccoli fallimenti ad ascoltarsi e ad accettarsi per procedere sempre al meglio.
 
La vita consuma lentamente ma progressivamente muscoli, giunture e le articolazioni e lo stress delle competizioni genera accumuli di acido lattico da smaltire, crampi e infiammazioni. Le muscolature si irrigidiscono ed il punto di rottura diventa progressivamente più vicino e più fragile. Conseguentemente, il recupero diventa un tema estremamente importante.

L’esperienza positiva di Daniela, campionessa di ultra maratona che indossa capi bio-funzionali per eliminare acido lattico nelle gambe.

“Il mio problema con l’acido lattico è scomparso in gara utilizzando NOAPP! Non solo, ho fatto una maratona ed il giorno successivo sono ripartita: avevo le gambe leggere ed elastiche.”

Mi alzo ogni giorno alle sei e trenta per allenarmi e con l’abbigliamento NOacademy passo dal letto alla strada senza alcun sforzo.

Mi sono anche ulteriormente messa alla prova con doppi allenamenti intensi nella stessa giornata.
Altre volte, dopo una corsa intensa, ho fatto 10 serie ripetute lattacide in salita, 150 metri in alta velocità, con recupero nella discesa.

Qualunque fosse la situazione e la performance, non soffrivo di acido lattico, che invece era stato il mio principale problema prima che iniziassi ad indossare questi capi speciali”.

Daniela usa i legging recovery durante tutta la giornata, come una seconda pelle, ed i tubolari NOAPP durante la performance.

Li mette volentieri e li apprezza perché sono morbidi, traspiranti e non comprimono né stringono. Oltre ovviamente al beneficio evidente sulla muscolatura.

“Oltre ad avermi aiutato a sciogliere acido lattico, l’abbigliamento bio-funzionale NOacademy offre miglioramenti nell’efficienza muscolare e benessere, per me a tutto tondo”.

Per approfondire come la tecnologia NOAcademy aiuta nella vasodilatazione arteriosa e contrasta attivamente l'acido lattico, puoi leggere il nostro articolo COME SMALTIRE L'ACIDO LATTICO IN MODO NATURALE.

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Per approfondire come eliminare l'acido lattico in eccesso dopo l'allenamento, puoi leggere questo articolo di Health Line.