Ginocchio infiammato: Massimo interrompe una ultra maratona

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Ginocchio infiammato nell'ultra maratona Milano Sanremo: racconto di una gara non finita!

Massimo Sinigaglia è un ultra maratoneta biellese, classe 1969, che ha dovuto interrompere la sua ultra maratone per un ginocchio infiammato. Questa è la sua testimonianza.

Chi vuole parlare con lui, può farlo su Facebook al suo indirizzo 

Chi è Massimo Sinigaglia

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Finisher in 27 ore e 50 minuti nel 2018 alla “Nove Colli”, considerata una delle tre ultra maratone più dure al mondo (202 km, 3.200 metri di dislivello attivo e 9 colli, appunto, da scalare nell’Appennino Romagnolo).

Nel luglio 2018, 4° assoluto seconda categoria, nella “6ore dei Conti”. In ottobre 2018, 4° assoluto, prima categoria, nella “100 km Alpi”. Febbraio 2019: 2° assoluto in prima categoria nella torinese “50km Recordando” (3h 39min), 2° alla “Maratona sulla Sabbia” (San Benedetto del Tronto); Aprile 2019: 1° assoluto “6 ore di Biella”. Questo per citare solo parte del palmares di Massimo. 

Oltre ad essere un atleta di eccezione, Massimo è direttore di produzione di un importante marchio tessile biellese, noto in tutto il mondo per la straordinaria qualità dei tessuti.

Nell’Aprile 2019, Massimo ha deciso di impegnarsi nell’ambiziosa Milano Sanremo, 282km, anche utilizzando i capi bio-funzionali promossi da NOacademy.

Ci ha permesso di pubblicare la sua testimonianza che qui volentieri riportiamo.

La testimonianza di MASSIMO SINIGAGLIA e il fermo obbligato dal ginocchio infiammato

“Ho iniziato gli allenamenti per questa gara progressivamente, qualche mese prima, seguito dal mio preparatore atletico e dal mio fisioterapista.

Molti amici che non condividono la mia passione per lo sport spesso mi chiedono dove io trovi il tempo, ricavandolo tra lavoro e famiglia. La sola verità è che la volontà trova sempre il proprio spazio anche se a volte, iniziare a correre il mattino quando è ancora buio, non è piacevole.

Tutto però cambia velocemente non appena le gambe girano e la testa con loro.

Quando ho sentito parlare da un amico ultra maratoneta dei positivi effetti dell’abbigliamento proposto da NOacademy, ho deciso di mettere solette e tubolari NOAPP per i polpacci tra i capi di abbigliamento con cui avrei percorso i 282 km della Milano Sanremo in modo da essere certo che avrei prevenuto le infiammazioni de ginocchio.

Data la potenza di prevenzione che avrebbero potuto esprimere, ho deciso di utilizzarli negli ultimi 65 km, quelli più duri, quando avrò già chiesto al fisico molto se non tutto.

Averli in panchina di riserva mi dava una doppia energia: un effetto booster indossandoli ma anche il sapere che il momento sarebbe arrivato mi dava un forte traguardo intermedio.


Inizio il percorso. Tutto bene e mi tengo nella media obiettivo. Verso il settantesimo chilometro, un colpo di freddo all’inizio dell’Appennino mi prende e mi accompagna per parecchi chilometri. Sento un affaticamento alle gambe ma resisto e riprendo il ritmo.

Le ginocchia infiammate iniziano a bussare gentilmente.

Questa botta di gelo inizia però a lavorare contro di me e crea un progressivo dolore sotto il ginocchio destro che rallenta la mia andatura.

Avrei potuto indossare i tubolari NOAPP che avevo con me, sapendo che mi avrebbero aiutato, ma fortemente li volevo tenere come riserva per un momento successivo.

Arrivato a Varazze, dopo la notte passata in solitario tra le montagne, a circa centodieci chilometri da Sanremo, incontro le luci del giorno, il caldo ed il profumo del mare e persone che sorridendo mi incoraggiano.

Il mio tempo è ottimo ma ormai zoppico vistosamente ed il mio fisioterapista mi sconsiglia vivamente e fortemente dal continuare, salvo avere danni ben maggiori nelle settimane successive. 

Resisto fino a Borghetto ma era ormai impossibile procedere ed i medici mi hanno fermato! 

Ovviamente pieno di amarezza, mi ritiro. Peraltro senza aver usato i capi NOacademy.
 

In quei momenti ho pensato che, averli indossati quando i problemi e il dolore al tendine del ginocchio si stavano manifestando, avrebbe potuto risolvere molto.

Ma il senno del poi è cosa fantastica.

A questo punto, tristemente uscito dalla gara, dopo ho indossato per il resto della giornata le solette, infilandole nelle scarpe, e il tubolare: nello specifico, direttamente sopra il ginocchio destro, quello infiammato.

Il risultato è stato sorprendente. A differenza di altri momenti dopo le competizioni, il giorno successivo mi sentivo la forza e l’energia per affrontare una nuova maratona. I dolori al tendine del ginocchio erano di molto diminuiti.

Le gambe non erano più pesanti, avevano voglia di girare, anche se purtroppo ferme ed ancora bloccate dal ginocchio troppo infiammato.

Questa algia, però, dopo una settimana di applicazione del tessuto del tubolare direttamente a contatto con la parte dolorante, ha iniziato a scomparire per poi ridursi e ritirarsi completamente.

Ad oggi, sono completamente guarito e continuo ad indossare quotidianamante le solette e i tubolari.
 

Che l’efficacia della tecnologia di questi capi NOacademy nel recupero della fatica, del dolore e delle infiammazioni, sia una certezza non è più un dubbio per me.”

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