Curare la fascite plantare con un trattamento naturale

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Curare la fascite plantare con rimedi alternativi è certamente possibile, soprattutto prima che l'infiammazione si cronicizzi.

Con l’arrivo della bella stagione è piacevole fare lunghe passeggiate, godere del tepore primaverile dedicandosi ad attività sportive all’aria aperta ma facendo molta attenzione a evitare che, improvvisamente, le articolazioni ed i muscoli si infiammino.

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Per gli amanti del jogging e dello sport in generale le prime giornate di sole rappresentano la buona occasione per ricaricarsi di vitamina D, mentre ci si dedica alle proprie passioni.

Purtroppo, l’entusiasmo può venir meno a causa di fastidiosi infortuni che causano dolore e che costringono a rinunciare ai propri hobby o, addirittura, alle più semplici azioni quotidiane.

Una di queste è la fascite, disturbo alla base di un importante dolore plantare che può costringere al riposo forzato per lungo tempo. Ecco perché diventa importante affrontare l’argomento “quale cura per la fascite plantare”, al fine di comprendere le valide soluzioni per tornare ad affrontare la quotidianità con serenità e in salute.

Che cos’è la fascite plantare e come si manifesta

Prima di parlare di fascite plantare rimedi e trattamenti preventivi, è bene capire le origini e le caratteristiche di questa patologia comune che colpisce l’arto che è considerato il nostro “secondo cuore”: il piede.

Una struttura complessa che svolge funzioni essenziali (come la facilitazione del ritorno venoso del sangue), eppure spesso trascurata a causa dei ritmi veloci che la routine contemporanea c’impone.

Come si può dedurre dal nome stesso, quando si soffre di fascite si ha a che fare con un’infiammazione alla fascia muscolare che riveste la pianta del piede, altrimenti nota come legamento arcuato o aponeurosi plantare.

Questo robusto tessuto fibroso che dal calcagno si estende alla base delle dita ha un ruolo centrale nella biomeccanica del piede, supportandolo soprattutto durante l’atto del camminare e del correre. In generale, il legamento è chiamato in causa nello svolgimento di qualsiasi azione il cui svolgimento coinvolge l’arto in questione (per esempio: ogni volta che ci solleviamo sulle punte la fascia plantare si allunga).

In presenza d’infiammazione della fascia, insorge un dolore pungente nella zona posteriore del calcagno e nell’area mediale.

Tale fastidio si manifesta soprattutto al mattino con i primi passi, per poi tendere ad un miglioramento progressivo durante la giornata, a patto che il piede non venga eccessivamente sollecitato. Il dolore può facilmente ripresentarsi o aumentare se si cammina scalzi su superfici dure, dopo essere stati seduti per lungo tempo o, al contrario, quando si trascorrono molte ore in piedi. 

Ma perché accade ciò?

Legamento arcuato: infiammazione e fattori di rischio

 Le cause all’origine della fascite plantare possono essere molteplici, compresenti e nella maggior parte dei casi cagionate da abitudini non proprio salutari, che ci fanno dimenticare quanto sia importante prendersi cura dei propri piedi.  Sicuramente la scelta delle calzature incide molto, così come una pratica sportiva non adeguatamente svolta, oppure determinate esigenze lavorative.

Altre volte, la fascite è il riflesso di condizioni anatomiche problematiche.

Qui una serie dei maggiori fattori di rischio:

  • esercizio fisico molto intenso;
  • svolgimento di lavori che prevedono di rimanere a lungo in piedi;
  • gravidanza;
  • postura scorretta;
  • sovrappeso o obesità;
  • calzature non idonee;
  • piede piatto o piede cavo;
  • contrattura muscolare;
  • ipostenia (debolezza) dei muscoli della gamba.

Tutte queste abitudini e/o condizioni vanno a sollecitare abbondantemente una zona che, di per sé, è fortemente stimolata durante l’arco della giornata. Il risultato ad uno stress eccessivo è la risposta infiammatoria.

Fascite plantare come curarla?

Sapere come curare la fascite plantare è molto importante per preservare la nobile e perfetta struttura plantare del nostro corpo, nonché quella che ci consente il contatto con il terreno, l’equilibrio, la distribuzione del peso corporeo, la deambulazione.

Dopo una minuziosa diagnosi medica, in primo luogo la scelta della cura più adeguata avviene tenendo conto della causa scatenante.

Al medico di base o allo specialista, si presentano due alternative: optare per una terapia farmacologica supportata da applicazione di tutori plantari ortopedici, oppure intraprendere una via che privilegi trattamenti meno invasivi e con minori effetti collaterali per la salute complessiva del paziente.

I farmaci, generalmente FANS (antinfiammatori) o antidolorifici oppioidi, sebbene da un lato rappresentino ancora il rimedio apparentemente più rapido ed efficace, dall’altro comportano il rischio di prolungare il processo di guarigione, dal momento che agiscono bloccando e sostituendo il naturale corso di risoluzione dell’infiammazione.

Come alternativa al rimedio tradizionale per eccellenza, ci sono validi alleati naturali utili soprattutto nei casi di infiammazione lieve e agli esordi, o altre terapie di tipo conservativo (riduzione del dolore e risoluzione dell’infiammazione). 

Rimedi contro la fascite plantare: soluzioni naturali e trattamenti non invasivi

L’argomento cura fascite plantare è molto vasto, ma riassumibile in macro-categorie: soluzioni farmacologiche e soluzioni naturali, trattamenti conservativi e trattamenti non conservativi (cioè chirurgia).

Quando la situazione è grave, per esempio in caso di fascite cronica con dolore persistente oltre i 6-12 mesi, la chirurgia è auspicabile; in tutti gli altri casi essa può essere facilmente evitata.

Le terapie conservative e alternative ai farmaci sono molteplici:

  • stretching;
  • solette plantari;
  • bendaggi funzionali;
  • onde d’urto;
  • fisioterapia;
  • rimedi della nonna (ghiaccio, argilla, sali di Epsom…).

Il vantaggio dei trattamenti alternativi risiede nella possibilità di fare ricorso contemporaneamente a ciascuno di questi, senza rischi per la salute e accelerando i tempi di remissione dello stato infiammatorio.

Fascite plantare cura a base di ossido nitrico

Una ulteriore alternativa ai farmaci è l’ossido nitrico, un potente vasodilatatore naturale presente nel nostro organismo. A differenza dei farmaci, questa molecola gassosa benefica non si sostituisce al processo infiammatorio, bensì va a svolgere un ruolo fondamentale nella mediazione di molti elementi interpellati nella risposta anti e pro infiammatoria.

Una sua maggiore disponibilità si rivela quindi importante per curare velocemente, e senza contro indicazioni, la fascite plantare.

Un modo per aumentarne la produzione locale è rappresentato da una soletta bio funzionale, la quale non soltanto permette una veloce soluzione dei processi infiammatori in atto ma, grazie ad una tecnologia fotochimica, accelera il recupero della funzionalità del nostro piede.

Inoltre, grazie al costante aumento di sangue ossigenato che l'utilizzo continuo facilita è anche utile come via preventiva per chi svolge attività (in particolare sport come la corsa) che espongono al rischio fascite.

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