Fascite plantare distale: come prevenire e risolvere

fascite plantare distale

Da qualche tempo un fastidioso dolore al calcagno ti tormenta e ti sei precipitato a cercare su Google quali sono i sintomi tipici della fascite plantare distale e i rimedi possibili?

Molto probabilmente sei sulla buona strada. Il sospetto di soffrire di un’infiammazione all’arto inferiore è comprensibile se hai a che fare con un dolore persistente e particolarmente intenso al mattino.

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Quello che, però, probabilmente non sai (come quasi tutti i comuni mortali che cercano diagnosi sul motore di ricerca!) è che le situazioni infiammatorie vanno trattate tempestivamente e con estrema accortezza.

Pertanto, sapere con precisione qual è il “nemico” da sconfiggere è il primo requisito per riuscire con successo nell’impresa!

La prima regola è: non fare di tutta l’erba un fascio.

Di fascite al piede ce ne sono di diverse tipologie e ognuna di esse necessita di un trattamento specifico.

Vediamo, insieme, cosa differenzia una variante dall’altra e quali accorgimenti adottare, a partire delle semplici abitudini quotidiane. 

Dolore tallone: fascite plantare distale o tallonite?

Vediamoci chiaro. Anzitutto, devi capire in quale punto potrebbe avere origine la causa della tua sofferenza. Se senti dolore nella zona del calcagno soprattutto quando cammini e dopo essere stato a lungo seduto, allora, puoi escludere la forma chiamata “distale” e cominciare a pensare ad una fascite plantare prossimale

In molti casi, infatti, l’infiammazione del legamento arcuato (fascia fibrosa) nota come fascite si presenta sotta forma di tallonite (sinonimo di “infiammazione tallone”).

Le cause potrebbero essere molteplici, compresenti e spesso generate da scorrette abitudini perpetrate per necessità lavorative o per semplice disattenzione.

Per citarne alcune:

  1. esercizio fisico molto intenso o lavori che prevedono di rimanere a lungo in
  2. posizione eretta;
  3. postura scorretta;
  4. sovrappeso o obesità (l’aumento del peso corporeo incrementa le
  5. sollecitazioni sulla fascia plantare);
  6. calzature non idonee (in questo articolo puoi trovare ottimi consigli sulle scarpe più adeguate in caso di fascite).

Per una corretta individuazione delle cause, ti consigliamo di affidarti al parere di uno specialista, insieme al quale indagare approfonditamente.

Ciò per escludere eventuali altre patologie collegate alla tallonite, come, ad esempio, artrite, gotta o disturbi reumatici.

Tallonite come curarla con la terapia farmacologica

Se la tua tallonite è giunta ad uno stadio avanzato, devi recarti dal medico, il quale potrebbe consigliarti l’assunzione di farmaci antinfiammatori (FANS) o antidolorifici oppioidi.

I principi attivi di questi farmaci andranno ad agire rispettivamente sull’infiammazione e sul dolore. 

Un’altra terapia spesso utile si basa sulle infiltrazioni di acido ialuronico, generalmente associate ad un programma di stretching specifico. Meno comune nel trattamento della tallonite è, invece, l’impiego dei farmaci cortisonici.

Tallonite rimedi della nonna

Quando l’infiammazione è ai suoi esordi, si può anche tentare di risolverla sfruttando gli antidoti che madre natura ci ha donato, tramandati di generazione in generazione e non a caso detti “rimedi della nonna”.

Stiamo parlando di:

  • impacchi di ghiaccio;
  • applicazione cutanea di arnica montana;
  • impacchi con aceto di mele;
  • applicazione di pomate a base di artiglio del diavolo;
  • applicazione di argilla;
  • pediluvi con Sali di Epsom.


Dolore al mediopiede: la fascite plantare distale

Non ti sei riconosciuto nei sintomi fin qui descritti?

Il dolore che avverti si concentra più che altro nella parte centrale del piede, costringendoti a rinunciare al tuo allenamento o alle tue scarpe preferite? 

Probabilmente soffri di fascite plantare distale: la fascia che ricopre la muscolatura della pianta del tuo piede è particolarmente infiammata nell’area anteriore.

Ma perché è successo? Andiamo ad analizzare le possibili cause scatenanti.

Fascite plantare distale cause

Ogni volta che ci solleviamo sulle punte la fascia plantare è costretta ad allungarsi.

Se compiamo il movimento “a freddo”, con eccessivo vigore e troppo velocemente, mettiamo a dura prova le fibre di cui è composta, rischiando di generare una lesione impercettibile ma dalla lenta guarigione.

Ovviamente, con il tempo, la ripetizione di sollecitazioni simili può causare infiammazione.

Lo stiramento della fascia plantare avviene quando ci alleniamo, quando rimettiamo in ordine casa, quando ci solleviamo per prendere quell’oggetto in alto…insomma, è una “lesione quotidiana” potremmo dire.

Essa non ci darebbe alcun fastidio se non esistessero altri fattori scatenanti. 
Oltre quelli già citati parlando della tallonite (fascite plantare prossimale), ve ne sono altri.

  • Piede piatto o piede cavo;
  • gravidanza;
  • ipostenia (debolezza) dei muscoli della gamba.

In sostanza, il problema all’origine dell’infiammazione è sempre lo stesso: l’eccessiva sollecitazione della fascia plantare.

Fascite plantare distale sintomi: come riconoscerla

La spia principale è il dolore all’avampiede che può estendersi all’intera pianta, avvertito come una fitta acuta e di breve durata o come fastidio lieve ma persistente. 

Per lo più, il sintomo si presenta al mattino (appena si scende dal letto) o in seguito a tutte quelle situazioni in cui, dopo un periodo di inattività, si riprende la mobilità. 

Può succedere che il movimento, se dolce, riduca o addirittura azzeri il fastidio. Però, va tenuto presente che, durante il riposo, la fascia fibrosa si accorcia e tentare di allungarla improvvisamente sarebbe controproducente.

Quindi, con l’infiammazione in corso sono assolutamente da dimenticare le corse, le lunghe passeggiate e tutti gli sforzi che potrebbero riaccendere il dolore a fine giornata.

Quali movimenti prediligere, dunque? Continua a leggere per scoprire una serie di esercizi utili a ridurre l’infiammazione e/o a prevenirla.

Fascite plantare distale esercizi

Gli esercizi maggiormente consigliati in caso di fascite sono i seguenti:

  • esercizi di allungamento specifici per l’arco plantare;
  • esercizi di potenziamento dell’area interessata;
  • flesso-estensione della pianta e delle dita del piede;
  • automassaggio del legamento arcuato con pallina da tennis.

Va ricordato di non effettuarli se il disturbo è già ad una fase cronica. In caso di percezione dolorosa durante l’esecuzione, è bene cambiare esercizio.

Nel frattempo, occorre abbinare anche una terapia farmacologica o, comunque, affidarsi a cure alternative.

Rimedi fascite plantare distale: l’ossido nitrico come alternativa ai farmaci

Adesso che avrai le idee più chiare su questa patologia, sulle cause e i sintomi tipici, vorrai sicuramente sapere anche come curare la fascite plantare distale.

In parte, abbiamo già affrontato l’argomento, parlando di terapie farmacologiche, rimedi casalinghi ed esercizi validi per ogni tipologia di fasciosi plantare.

Cosa manca dunque?

Poco noto ancora, ma scientificamente approvato, è il potere dell’ossido nitrico nella risoluzione naturale di tutti quei processi infiammatori che mettono in stand-by la nostra quotidianità.

E, cosa ancor meno nota, è l’esistenza di un abbigliamento in grado di aumentare la produzione di questa molecola “amica” nella lotta alle infiammazioni.

Basta inserire una semplice soletta nelle tue scarpe preferite il gioco è fatto!

Il tessuto tecnologico della soletta, a contatto con la fascia plantare, aumenterà in quell’area la produzione di ossido nitrico, promuovendo la guarigione.

In questo modo potrai tornare a svolgere tutte le tue attività senza timore.

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Per approfondire l’argomento fascite e soluzioni naturali ti consigliamo la lettura di questo articolo.

 

Leggi la testimonianza di Jessica e di come abbia risolto il suoi problemi di fascite plantare con una soletta.

 

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