Gambe stanche e pesanti in treno: esperienza di un capotreno

Gambe pesanti e soluzione naturale

Maria racconta cosa significhi gambe stanche e pesanti per chi, ogni giorno e da anni, lavora in treno.

Le gambe stanche e pesanti dei ferrovieri hanno cause dovuto alle vibrazioni, alle lunghe giornate in piedi ed alle tensioni emotive. Questa intervista raccoglie la sua testimonianza.

(Maria è un nome di fantasia per evitare malintesi con il suo datore di lavoro).

Maria è un capotreno, cammina ininterrottamente per circa 20.000 passi (circa 7 chilometri) tra carrozze e banchine, ogni giorno, su un tappeto meccanico viaggiante e vibrante, con chili di attrezzatura. Una vita ricca di emozioni (sebbene non sempre positive) e soddisfazioni, necessariamente intrecciate con momenti di fatica, gambe sempre stanche e doloranti.

Non è stata la prima scelta professionale, quella di Maria, lodigiana, laureata in filosofia con una forte passione per il pianoforte.  Dopo gli studi, ha lavorato a Milano come giornalista culturale per qualche testata nazionale e un giorno, come per scherzo, ha risposto sbadatamente ad un annuncio per diventare capotreno. 

Come se imboccasse un imprevisto scarto ferroviario, ha cambiato vita. Avrebbe potuto diventare una critica cinematografica di successo. Da anni, invece, è un capotreno, consapevole e serena.

Di solito, conosciamo i capitreno tramite quei pochi secondi in cui ci prepariamo al rituale dell’obliterazione. Poche, secche parole, raramente cortesi rivolte a chi ci sta molestando nei nostri pensieri e nelle nostre letture. 

Dolore e gambe pesanti per chi lavora in treno



Il treno è puntuale? Forlì è la prossima? Quale è la prima coincidenza per Milano dopo le 16?

Quando cambiamo il punto di osservazione, anche la prospettiva cambia. 
Il treno in movimento è governato da due professionisti: capotreno e macchinista.

2 persone responsabili che devono garantire il miglior confort dei passeggeri, a volte 500 persone, che affidano alle Ferrovie il proprio destino geografico, senza pensieri se non salire e scendere in tempo e non aver freddo nè caldo. 
 

gambe gonfie e pesanti



Il capotreno è responsabile della sicurezza, dei freni, degli estintori, del funzionamento delle porte, della fruibilità dei servizi igienici, dei servizi di catering e in generale di tutti i materiali a bordo.

Il macchinista è responsabile invece della parte di meccanica di movimento e degli interventi fisici sulla struttura.  



Il treno è lo strumento di trasporto a minor rischio, quasi vicino allo zero in termini statistici. In senso opposto, la professione del capotreno è vittima di un crescente livello di rischio fisico personale, molto probabilmente collegato alla crescente tensione generale, sociale ed economica, degli italiani. L'elevato rischio si accompagna purtroppo alle gambe stanche in modo costante.

30 reati nei loro confronti negli ultimi mesi del 2019, senza considerare le gravissime violenze fisiche subite anche in momenti diversi e successivi al lavoro sul treno.



“Nessuna tutela. Chiunque può salire e gestire i violenti è veramente molto difficile, siamo troppo spesso soli.
A volte, sull’alta velocità, le fermate sono a 90 minuti una dall’altra: chiamiamo la Polizia Ferroviaria ma prima che possano intervenire, dobbiamo gestire la situazione in autonomia”.

Oltre alle gambe stanche e piedi gonfi, i lunghi orari rendono spesso difficile arrivare alla fine delle giornate.

La stanchezza delle gambe è indotta da un lavoro che obbliga i capotreno in giornate in movimento continuo su vibrazioni, frenate e scarti improvvisi.
 Un forte stress su stabilità e propriocezione che completamente impegna i muscoli delle gambe e della schiena per lasciarli distrutti a fine della giornata.

Una parte importante della professione del capotreno è anticipare i problemi, affrontarli con il giusto approccio, prevenire e ridurre le tensioni, aiutare le persone ad avere la migliore esperienza di viaggio, sorridere e essere sereni anche se le cose, a volte, non sono ideali.

In compenso, molti i vantaggi. 


Forse il primo tra tutti è incontrare e confrontarsi ogni giorno con una persone diverse, imparando spesso cose nuove. 

Ma gestire i turni per avere giornate libere in posti meravigliosi non è certamente da meno: ritrovarsi a Roma, o Venezia o Napoli all’alba e girare la città nel silenzio assoluto, assaporare un cappuccino nei caffè storici di piazze che hanno scritto la storia d’Italia, (come qualcun altro direbbe) non ha uguali. 


Il vero rischio è avere due vite parallele, quella professionale e quella personale, e non riuscire a gestirle al meglio.

“O siamo a casa o siamo in viaggio, le intersezioni delle realtà non sono possibili.

Quando sono in treno penso spesso alla vita famigliare, la mia mente viaggia su cosa farò dopo essere entrata in casa e essermi fatta una doccia calda, a come organizzerò le giornate, alla prima colazione con mio marito.
Il bucato, la spesa, i miei genitori, le pulizie, la scuola di mio figlio, il fine settimana con gli amici, lo sport.

"Tutto deve essere scandito e pianificato, non c’è posto per tutto e invece io vorrei. Si impara a fare bene quello che serve e a lasciare fuori quello che non ci sta!” 


Poche cose, pensate bene, fatte subito. Dovrebbe essere il mantra di tutti noi.

Si diventa molto riflessivi mentre il treno scorre tra paesaggi, stazioni, temporali e passeggeri che riempiono e svuotano sedili come in un caleidoscopio vivente montato su scambi, accelerazioni, frenate e lunghe monotonie.

Le giornate passate in compagnia solo di se stessi sono tantissime.


A riportare continuamente alla realtà, a tratti violenti, sono i dolori e la stanchezza alle gambe fiacche e pesanti, a cui si accompagnano mal di schiena, tendiniti e qualche crampo.

Per maggiori e migliori informazioni su cosa significhi avere gambe sempre stanche, potete approfondire su Dove e Come Mi curo a questo link

La fatica è aggravata dalle attrezzature con cui ogni giorno si lavora (4 telefoni, 1 tablet e la cassa), dallo zaino con 20kg di attrezzature per le manutenzioni.

A volte la valigia per la notte, con una divisa di ricambio (“Sporcarsi è molto facile e dobbiamo cambiarci”).



D. Maria come è cambiato il tuo lavoro dopo aver utilizzato, da ormai parecchie settimane, i tubolari NOAPP e come ti aiutano a contrastare la pesantezza alle gambe tipica del tuo mestiere?

R. Non credevo che la tecnologia NOAPP potesse cambiare in modo così radicale la mie giornate.

All'inizio ero estremamente scettica, non potevo e forse non volevo credere che la vostra tecnologia potesse cambiare le mie giornate.

Invece, dopo un paio di giorni in cui li indossavo, ho notato un fortissimo miglioramento. Le gambe stanche a fine giornata non erano più stanche, gonfie, dure e doloranti come invece succedeva sempre.

Arrivare a fine della settimana è diventato più agevole e semplice! Poche ore dopo averle indossate, sentivo un piacevole formicolio come se qualcosa stesse succedendo.

La cosa molto piacevole e interessante è che i tubolari NOAPP non sono per nulla compressivi.

Sono morbidi, elastici e velocemente dopo averli indossati li ho dimenticati. Completamente diversi dalle calze a compressione che sono utili, efficienti ma molto fastidiose (e che metto poco e malvolentieri) generalmente usate come rimedio contro gonfiore e pesantezza degli arti inferiori.

Le metto sotto la divisa e non creo nessun problema di conformità estetica a quanto Trenitalia mi chiede.

Grazie Maria per la tua testimonianza e per la tua energia, speriamo di incontarti nuovamente in uno dei prossimi spostamenti sulla linea Milano Roma.

Ovviamente, senza gambe stanche e pesanti!

Se vuoi approfondire come la nostra tecnologia contrasti gambe gonfie e ritenzione idrica, puoi approfondire su questo articolo del nostro blog

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Approfondimento: articolo di Humanistas sulle gambe stanche