RIDURRE IL DOLORE AGENDO SU NOCICETTORI E PROCESSI INFIAMMATORI

dolore muscolare

Il dolore è un segnale importante dell’organismo che ci avvisa di un pericolo e che qualcosa non sta funzionando come invece dovrebbe.

Un campanello di allarme che si accende e suona.

Spesso inizia piano, in modo quasi silenzioso e sommesso, per poi aumentare progressivamente nella propria intensità fino a, talvolta, a diventare insostenibile.

Il dolore non colpisce solo la nostra fisicità e la nostra propriocezione, impedendoci di muoverci e comportarci come se nulla fosse, ma la nostra mente, il nostro pensiero e il nostro comportamento.

Il dolore ci limita da ogni punto di vista: un vero e proprio abbattimento del diritto a stare bene.

Quale è il meccanismo del dolore, tale per cui i campanelli inizino a suonare, e come possono essere silenziati o spenti?

La percezione del dolore, fenomeno la cui intensità è fortemente soggettiva, è collegato alla attivazione dei nocicettori, neuroni specializzati nel riconoscere il segnale doloroso e trasmetterlo al cervello tramite il midollo spinale.

Una volta giunto al cervello, questo provvederà a interpretarlo e gestirlo.

Il dolore è classificato in 4 aree prevalenti:

1. Meccanico, come ad esempio quando chiudiamo un dito in un cassetto (la membrana dei nocicettori si modifica)
2. Termico, per noi oltre la soglia limite a ca. 45 C (le membrane dei nocicettori si aprono)
3. Affaticamento, per cui l’ossigeno disponibile non è sufficiente e si genera acido lattico (eccesso di ioni H+ nei canali cellulari che attivano i nocicettori)
4. Chimico, come ad esempio la puntura di un insetto (generazione di istamina che attiva i nocicettori)

La maggioranza dei nocicettori, ossia dei nervi trasmettitori, rispondono a stimoli meccanici, termici e chimici e sono definiti nocicettori polimodali. Altri nocicettori rispondono invece in modo selettivo agli stimoli.

Qualunque il tipo di nocicettore, i segnali sono trasmessi tramite fibre al midollo spinale, che poi li inoltra al talamo, alla corteccia somatosensoriale primaria (S1) nel lobo parietaletramite.

Le fibre sono classificate in due tipi Aδ e C:

1. Le fibre Aδ sono mielinizzate, quindi estremamente veloci o instantanee. Producono dolore primario.

2. Le fibre C sono amieliniche, quindi trasmettono in tempi lunghi. Producono dolore secondario. 

Nocicettori

Il tema diventa a questo punto estremamente complesso e si consiglia un approfondimento direttamente alle fonti mediche citate nella bibliografia.

Come la tecnologia NOAcademy contribuisce a ridurre il dolore

Parecchi studi pubblicati dalla comunità scientifica internazionale hanno infatti confermato come l’ossido nitrico (NO) intervenga con un ruolo complesso, ma sostanziale, nella positiva gestione organica e strutturale del dolore.

Il suo utilizzo terapeutico induce a stimoli analgesici e contribuisce come potente mediatore di effetti anti-nocicettivi, ossia di moderazione nella trasmissione del dolore.

Nota è infatti la relazione tra ossido nitrico e oppiodi ma la tabella qui di seguito è estremamente esplicativa della diffusa relazione tra NO e riduzione del dolore nelle varie forme in cui questa relazione viene generata:

NO anti dolore

Le prime evidenze della efficacia anti nocicettiva e anti dolorifica risalgono agli studi del Prof. Sergio Henrique Ferreira (Università di San Paolo, Brasile) nei primi anni 1990 tra gli altri recentemente confermate dalla Prof. Ph. D. Yara Cury che nel suo studio “Pain and analgesia: the dual effect of nitric oxide in the nociceptive system” conclude:

 

“ Nonostante ci siano dati controversi, il ruolo anti nocicettivo dell'ossido nitrico NO (Nitric Oxide) è stato consistentemente dimostrato. L’uso clinico del NO dovrebbe essere considerato come una importante strategia nella terapia del dolore. Infatti, modifiche a farmaci anti infiammatori e analgesici pre esistenti con addizione di frazioni di NO hanno dimostrato di aumentare l’effetto analgesico dei farmaci e ridurre l’espressione dello loro contro indicazioni”

“Despite the controversial data, the antinociceptive effect of NO has been consistently demonstrated. Therefore, the clinical use of NO should be considered as an important strategy for pain therapy. In fact, modification of pre-existing analgesic and anti-inflammatory drugs by addition of NO-releasing moieties has been shown to improve the analgesic efficacy of these drugs and also to reduce the expression of their side effects”.

L'ossido nitrico svolge inoltre un importante ruolo nella gestione dei processi infiammatori, in modalità pro- e anti- infiammatoria, per sviluppare alla massima potenzialità e poi positivamente chiuderli.

L'infiammazione è la prima barriera di difesa dell'organismo ed il suo ruolo non può nè deve essere sottovalutato.

L'ossido nitrico è il nostro migliore alleato anche in questa fase.

 

Fonti e bibliografia

  • Enciclopedia Treccani, Nocicettore

  • J C Invest, Nociceptors: the sensors of the pain pathway, 2010

  • S. G. Lechne, An update on the spinal and peripheral pathways of pain signalling, 2017

  • J. Hamilton, Pain Really Is All In Your Head And Emotion Controls Intensity, 2015

  • Yara Cury, Pain and analgesia: the dual effect of nitric oxide in the nociceptive system, 2011

  • Thomas Burke, Nitric Oxide (NO) and Relief of Pain, 2009

    Celeste M Hancock, Modulation of pain in osteoarthritis: the role of nitric oxide, 2008

  • Olga Pol, The Involvement of the Nitric Oxide in the Effects and Expression of Opioid Receptors During Peripheral Inflammation, 2007