L’ultramaratoneta Stefano Velatta racconta come si prepara alla fatica

Stefano Velatta ultra maratoneta vincente
 
 
Stefano Velatta vincitore seriale nell'ultramaratona
SKYRUNNER Rafael Aquino Leal tested the Invel pants in extreme conditions

Abbiamo incontrato Stefano Velatta, biellese di nascita e campione mondiale stagionale, reduce della “6 ore di Città d’Arte Lucera” che si è aggiudicato con 85,114 km percorsi. Al Caffè Canterino (Biella) si è regalato una brioche alla Nutella per premiarsi di quest’ultimo successo agonistico. Stefano ha 43 anni e da poco si è appassionato alle ultramaratone, dopo un percorso di successo nelle maratone.

Stefano ha vinto 12 delle 13 competizioni di 6 ore a cui ha partecipato, nel 2018: ha corso 11 ultra maratone con 5 vittorie, 3 circuiti da 6 ore e la 100km delle Alpi. È stato vincitore per la seconda volta consecutiva del 16° Grand Prix IUTA 2018 di Ultramaratona. Ha come riferimento Eliud Kipchoge, fortissimo maratoneta keniota.

Possiamo definire Stefano Velatta un vincitore seriale e riportiamo la sua testimonianza sulla preparazione in prossimità e dopo una gara di ultramaratona.

 
 

La testimonianza di Stefano Velatta

“I giorni che precedono la competizione sono di un’importanza assoluta, non inferiore a tutto l’allenamento fatto per arrivare a questo punto, sia in endurance che in fortissimo sforzo anaerobico lattacido. Già in questa fase di duro allenamento, indosso capi funzionali con tecnologia MIG3 che mi permettono di non avere dolori ai muscoli il giorno successivo.

L’alimentazione ha un grande ruolo nella settimana prima della gara: presto massima attenzione alla riduzione di carboidrati (anche per perdere peso in competizione: a volte arrivo a -700g al momento della partenza) che riequilibrio con proteine (vegetali e animali), vitamine e aminoacidi. Quasi annullo la frutta ed i vegetali e li sostituisco con integratori di altissima qualità.

Chiaramente, è un momento in cui lo stress fisico e psichico dell’organismo è molto elevato. Lo stress genera fame che non può essere sfamata, che genera altro stress… un circolo difficile che negli anni ho imparato a gestire, anche dandomi premi mentali per il termine della gara. Un esempio? Pensare ad una crostata di cioccolata! Che magari non mangerò, ma averla in testa è un aiuto importante.

La gestione della perfetta relazione scarico alimentare, allenamento e recupero è fondamentale. Nel corso dei normali allenamenti utilizzo sempre i recovery leggings Invel per recuperare velocemente la fatica. Soprattutto in questa fase preparatoria, mi permettono di ridurre la fatica e ogni rischio di infiammazioni e sono per me una vera e propria seconda pelle: li indosso continuamente, ventiquattr’ore consecutive per dormire e lavorare, sotto i pantaloni, senza sensazioni di caldo o fastidio. All’opposto, offrono una strana e piacevole sensazione di leggerezza alle gambe e di benessere generale per il corpo. È un capo che aiuta la termoregolazione: soprattutto in questo momento di tensione fisica ed emotiva, la notte ogni tanto sudo eccessivamente, ma con questi leggings speciali non ho più questo fastidio.

La notte prima della competizione, se posso, mi trasferisco con mia moglie e mia figlia in un hotel vicino alla partenza: riduce di molto la tensione pre-gara e mi aiuta ad acclimatarmi ai luoghi, alle persone ed alle temperature, spesso così diverse dai freschi monti biellesi.

Mia moglie è la mia vera, insostituibile coach e planner, senza di lei sarei in seria difficoltà! Lei trova e pianifica i biglietti, gli hotel, i ristoranti più compatibili con le mie esigenze. Ed averla, quando può, fisicamente al mio fianco è bellissimo. Durante l’ultima 6 ore a Lucera, ritrovare lei e mia figlia ad ogni giro che urlavano “Forza Papà!” mi dava gioia ed energia incredibili. Oltre a integratori ed acqua al momento giusto!

Dopo la competizione, sono senza energia ma l’adrenalina è altissima e spesso non mi è possibile dormire la notte successiva: mi trovo a vagare per le città dove ho fatto la gara, fino all’alba, in un piacevolissimo stato di relax.

Subito dopo la fine della gara, re-indosso i miei recovery leggings Invel: un supporto naturale contro i crampi ed insostituibili alleati per un veloce recupero della fatica.

E poi si torna a Biella, la vita e gli allenamenti ricominciano fino alla prossima sfida!”

 
Stefano Vellatta sorridente all'arrivo di una ultramaratona
 
 
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