Jessica, maratoneta, risolve una difficile fascite plantare

Testimonianza di Jessica Gerard
 
 
SKYRUNNER Rafael Aquino Leal tested the Invel pants in extreme conditions

Jessica Gerard è una tenace sportiva valdostana, nata nel 1974, festaiola per passione fino al compimento dei suoi 29 anni. Da quel momento e per nessuna precisa ragione, progressivamente, la vita notturna ha iniziato a perdere interesse creando inevitabilmente un buco nella gestione delle domeniche. Da necessario momento di recupero delle fatiche sociali si è improvvisamente trasformato in uno spazio bianco da iniziare a colorare con nuove matite e pennelli.

Un po' per caso, Jessica ha iniziato a correre. Poco, lentamente, saltuariamente. Il running si è insinuato silenziosamente nella sua vita ed è diventato una passione, un'accelerazione continua.

Non era il senso della competizione a far muovere la muscolatura ma piuttosto l’emozione di aver imparato ad ascoltarsi attraverso i messaggi che il corpo rimandava dopo uno sforzo atletico. Capire cosa significasse fatica, dolore e crampo e come crearli, gestirli e prevenirli ha preso un colore diverso rispetto al semplice sfogo. Lo sport unisce e crea nuovi legami, nuove amicizie e continuamente nuove sfide, spesso ogni singolo giorno in cui mette le scarpe e inizia a correre.

Jessica non correva nelle gare ma il suo fidanzato, lui competitivo, l'ha convinta a correre insieme una maratona.

La prima è stata quella di Torino nel 2007, conclusa nonostante al 15 km fosse emersa un'infiammazione tendinea, finisher ad un costo di dolore e fatica elevatissimi. A quella di Torino è seguita la maratona di Latina, poi si è perso il conto. Negli ultimi anni, Jessica ha corso 5 maratone (personal best in 3h 2min), 15 mezze (personal best in 1h 23min), 1 eco-maratona nel Chianti, innumerevoli trail, gare di vertical, si è cimentata (per capire che non era per lei) in una ultra maratona, ha vinto il Campionato Valdostano.

Jessica lavora come analista informatico nella sanità. Lo sport occupa tutto il suo tempo libero. Ha indossato ed usato i capi di abbigliamento bio-funzionali NOacademy per due settimane consecutive ed ha condiviso con noi le sue sensazioni.


 
 

La testimonianza di JESSICA GERARD
 

“Non so, non capisco”

“Non so, non capisco” è stata la prima ed immediata reazione quando ci siamo sentiti. Questo lo trovo personalmente molto interessante: la tecnologia genera delle sensazioni potenti che non siamo capaci di valutare in modo spontaneo, come invece potremmo perderci in veloci e colorati minuti descrivendo la consistenza della schiuma di un cappuccino, decorata con cacao amaro, un mattino presto in un Autogrill recandoci ad un primo appuntamento di lavoro con un cliente difficile.

“Non so, non capisco” è qualche volta la prima reazione di chi per la prima volta abbia un contatto con la tecnologia che propone NOacademy, scontrandosi contro pregiudizi ed una ovvia diffidenza.
 

“Avevo una difficile fascite plantare che da settimane mi obbligava ad un ritmo lento.

Se correvo un giorno, per circa un'ora, il giorno successivo non potevo. Facevo altro, bici o piscina, per me è impossibile stare ferma”.

Jessica mi ha raccontato che la fascite era diventata un’ospite fisso ed indesiderato nella sua vita, non solo sportiva. Nonostante investimenti in cure farmacologiche e mediche, e tempo speso per prendersene cura e risolverlo, non riusciva a ridurlo ed eliminarla e questo creava malessere oltre al dolore.
 

“Ho inserito le solette consigliate da NOacademy nelle scarpe da running e subito, immediatamente la mia corsa è diventata più fluida, in qualche modo più veloce.

Sono oggi passate tre settimane da quando ho iniziato a usarle e corro tutti i giorni, con qualunque pendenza, per circa 1 ora, più o meno 17 km. Lavorando non ho maggior tempo a disposizione.

L’impatto delle solette è stato straordinario: oltre a risolvere uno spiacevole problema storico, sono diventate un alleato atletico non trascurabile per rendere la performance più efficiente.


Ho integrato i risultati ottenuti con le solette sul mio organismo con l’utilizzo dei tubolari in gara e dei pantaloni da recupero, che io indosso la notte.

Usando i leggings recovery ho notato che, nonostante in queste serate il caldo sia straordinario (siamo a fine luglio), la sensazione trasmessa dai materiali non è di calore e sono confortevoli.

I capi bio-funzionali NOacademy, devo ammettere, creano dipendenza: dopo settimane in cui li indosso regolarmente, faccio fatica a pensare di non utilizzarli.

Ho voluto provare a staccarmene per capire se non fosse autosuggestione: domenica scorsa ho fatto un percorso verticale ad elevatissima intensità, pieno di salite e discese estremamente ripide senza aver prima dormito con i pantaloni e senza le solette durante la performance. Gambe da buttare! Lunedì, per l’intera giornata non sono riuscita a muovermi, non sapevo dove mettere le gambe...

Contro ogni dubbio, ammetto che questo abbigliamento sportivo funziona, non è suggestione.”

 
 
 
 
 

I capi sportivi bio-funzionali che Jessica sta usando hanno la capacità di stimolare una sovrapproduzione localizzata di Ossido Nitrico (+89%).

 
 

Perché anche gli atleti hanno bisogno di incrementare la produzione di Ossido Nitrico?

L’Ossido Nitrico (NO è l’acronimo) è una molecola dalle straordinarie proprietà che il nostro corpo produce con un processo assolutamente naturale.

Perdita-capacita-di-produrre-ossido-nitrico.png

Purtroppo, insieme ad alcune abitudini sbagliate - radicali liberi, sedentarietà, fumo e cattiva alimentazione - a partire dai 20 anni, il nostro corpo perde progressivamente la capacità di produrre Ossido Nitrico: circa il 10% in meno ogni 10 anni.

 
 

L’Ossido Nitrico migliora il tuo recupero, tu migliori le performance

 

In un’ottica di performance e recupero della muscolatura, avere a disposizione più Ossido Nitrico significa:

  • migliore ossigenazione dei tessuti muscolari

  • migliore efficienza e resistenza muscolare

  • minore danno muscolare durante la contrazione

  • migliore attivazione del rilassamento dei muscoli lisci

  • migliore apporto di nutrienti a livello cellulare

  • migliore capacità di riparare e cicatrizzare i  tessuti 

 
 
 

Come migliorare anche le tue prestazioni?
Accelera il recupero della fatica muscolare con questo protocollo “recovery”, scarica gratuitamente la guida:

Con l’abbigliamento sportivo bio-funzionale:
+88% micro-circolazione e irrorazione dei tessuti
-76% fatica
-63% DOMS

 
 
 

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JESSICA HA TESTATO ED UTILIZZA QUESTI CAPI BIO-FUNZIONALI:

 
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