Ossido nitrico: cos'è e come lo produce il corpo

Ossido Nitrico

L'ossido nitrico (NO) è un gas che il corpo produce da sé, e che dura pochi secondi. In quel tempo dice ai vasi sanguigni di rilassarsi, al sangue di scorrere, alle difese di attivarsi. Lo produciamo in due modi: dall'arginina, grazie a un enzima nei vasi, e dalle verdure ricche di nitrato, grazie ai batteri della bocca. Le abitudini che lo sostengono sono poche e semplici: muoversi, mangiare verde, rispettare i batteri orali. Il resto, spesso, è rumore.

Cos'è l'ossido nitrico

Un atomo di azoto, uno di ossigeno: NO. È tra le molecole più piccole che il corpo usi per comunicare. Per decenni è stato noto solo come inquinante, quello che si forma quando l'azoto brucia nei motori. Poi si è scoperto che le nostre cellule lo producono apposta.

La scoperta ha richiesto vent'anni. Nel 1977 il farmacologo Ferid Murad mostrò che la nitroglicerina, usata da un secolo contro il dolore al petto, funziona perché rilascia ossido nitrico. Nel 1980 Robert Furchgott vide che i vasi si dilatano solo se il loro strato interno, l'endotelio, è intatto: l'endotelio liberava un segnale sconosciuto. Nel 1986 Furchgott e Louis Ignarro dimostrarono che quel segnale era l'ossido nitrico.

Nel 1998 i tre ricevettero il Premio Nobel per la Medicina. La motivazione del comitato fu netta: era la prima volta che si dimostrava che un gas può fare da messaggero tra le cellule. C'è anche un'ironia che piace raccontare: Alfred Nobel, l'uomo della dinamite a base di nitroglicerina, a fine vita si vide prescrivere proprio nitroglicerina per il cuore.

La caratteristica che lo rende speciale è la fugacità. L'ossido nitrico attraversa le membrane senza bisogno di recettori sulla superficie e si trasforma in nitrato e nitrito in circa dieci secondi. Agisce solo dove nasce, e solo per un attimo.

Attenzione a non confonderlo con due parenti: il protossido di azoto (N₂O, il gas esilarante usato dai dentisti) e il biossido di azoto (NO₂, inquinante del traffico). Nomi simili, molecole e funzioni diverse.

Cosa fa nel corpo

La stessa molecola fa lavori diversi a seconda di chi la produce e in quale quantità. Il comunicato del Nobel ne descrive tre.

  • Nei vasi sanguigni. Le cellule dell'endotelio producono ossido nitrico, che passa al muscolo liscio della parete e lo fa rilassare. Il vaso si allarga, il sangue scorre meglio, la pressione si regola. Lo stesso segnale ostacola la formazione di coaguli.
  • Nel sistema nervoso. Prodotto dai neuroni, si diffonde in tutte le direzioni e modula funzioni molto diverse, dalla motilità dell'intestino all'olfatto.
  • Nelle difese. Alcuni globuli bianchi ne producono quantità enormi, tossiche per batteri e parassiti.

Quest'ultimo punto spiega perché "più ossido nitrico" non è sempre meglio. Nello shock settico l'eccesso dilata i vasi fino a far crollare la pressione. Il corpo non cerca il massimo: cerca il giusto, nel posto giusto. È una lezione che vale anche fuori dalla biochimica.

In medicina l'ossido nitrico si usa già in modo diretto. Inalato in terapia intensiva, per esempio, abbassa la pressione nei polmoni dei neonati in difficoltà, con dosi controllate perché ad alte concentrazioni diventa tossico. E l'ossido nitrico esalato si misura per monitorare l'infiammazione delle vie aeree nell'asma.

Da dove arriva: due vie, una scorta

Il corpo produce ossido nitrico per due strade, e una fa da riserva all'altra.

Due vie portano all'ossido nitrico, e si sostengonoVia dell'arginina (serve ossigeno)Via del nitrato (funziona anche con poco ossigeno)L-arginina+ ossigenoEnzimi NOSvasi, nervi, difeseVerdure verdinitrato nel piattoBatteri oralinitrato → nitritoNitrito nel sangue→ NO dove manca O₂Ossido nitricodura ~10 secondisi ossida e torna nitrato: il ciclo ricomincia

La via dell'arginina. Un gruppo di enzimi, le ossido nitrico sintasi (NOS), prende l'aminoacido L-arginina e l'ossigeno e li trasforma in ossido nitrico e citrullina. Ne esistono tre versioni: endoteliale (nei vasi), neuronale (nei nervi) e inducibile (nelle difese). È la via classica, quella del Nobel, e ha bisogno di ossigeno per funzionare.

La via del nitrato. Il nitrato che mangiamo con le verdure, rucola, spinaci e barbabietola in testa, viene assorbito e in parte torna nella saliva. Lì i batteri sul dorso della lingua lo trasformano in nitrito. Il nitrito, inghiottito e assorbito, diventa ossido nitrico nei tessuti, soprattutto dove l'ossigeno scarseggia (Hobbs et al., 2013). Per anni il nitrato è stato visto solo come un residuo, o come un rischio. Oggi è riconosciuto come una vera fonte di ossido nitrico (Khatri et al., 2017).

Le due vie sono complementari. Quando l'ossigeno manca e la via dell'arginina rallenta, la via del nitrato prende il testimone. E l'ossido nitrico prodotto dall'arginina, ossidandosi, torna nitrato: un piccolo ciclo che recupera e riusa.

Cosa lo riduce

Non serve cercare nemici esotici. Le cause più studiate sono quotidiane.

L'età e l'infiammazione. Con gli anni l'endotelio perde gradualmente la capacità di produrre ossido nitrico. Tra i meccanismi principali ci sono lo stress ossidativo e l'infiammazione cronica, che consumano l'ossido nitrico prima che possa agire (Ross et al., 2016). È uno dei tratti di quello che i ricercatori chiamano invecchiamento vascolare.

La sedentarietà. Il flusso del sangue che scorre sulla parete dei vasi è lo stimolo principale per l'enzima endoteliale (Green et al., 2004). Meno movimento significa meno stimolo: gli studi su sedentarietà prolungata e riposo a letto mostrano un peggioramento della funzione endoteliale (Ross et al., 2016).

Il collutorio antibatterico, usato ogni giorno. È la scoperta più sorprendente degli ultimi anni. In uno studio su 19 volontari sani, sette giorni di collutorio alla clorexidina hanno ridotto del 90% la produzione di nitrito in bocca e del 25% il nitrito nel sangue, con un aumento della pressione già dal primo giorno (Kapil et al., 2013). In persone ipertese già in cura, tre giorni di collutorio hanno alzato la pressione sistolica di 2,3 mmHg (Bondonno et al., 2015). Un altro studio ha visto che il collutorio dopo l'esercizio riduce di oltre il 60% il calo di pressione che normalmente segue l'allenamento.

Il quadro però non è a senso unico. In giovani sani, una settimana di collutorio ha ridotto la capacità dei batteri di produrre nitrito senza alzare in modo significativo la pressione (Ashworth et al., 2019). Il messaggio sobrio è questo: i batteri della bocca fanno parte della via dell'ossido nitrico, e un antisettico usato per abitudine, senza un motivo, li spegne. Se il collutorio è stato prescritto dal dentista, si continua e se ne parla con lui.

Cosa lo sostiene, e quanto ne sappiamo

Le leve che funzionano sono poche, gratuite e ordinarie. La tabella le mette in fila per forza delle prove, non per fascino.

Leva Cosa succede Forza delle prove Da sapere
Movimento regolare Il flusso del sangue stimola l'enzima dei vasi; l'allenamento ne aumenta la quantità e l'attività (Green et al., 2004) Solida L'effetto è più netto in chi parte da una funzione ridotta e svanisce in poche settimane se si smette: conta la continuità
Verdure ricche di nitrato Meta-analisi di 23 studi: pressione sistolica −4,8 mmHg, diastolica −1,7 (Jackson et al., 2018) Moderata Studi quasi tutti brevi; oltre la settimana, il calo misurato in ambulatorio non si conferma con il monitoraggio delle 24 ore (Ashor et al., 2017)
Rispettare i batteri della bocca Il collutorio antisettico quotidiano riduce il nitrito e può alzare la pressione (Kapil et al., 2013) Moderata Effetto non costante nei giovani sani (Ashworth et al., 2019)
Sole, con misura La luce UVA libera ossido nitrico immagazzinato nella pelle e abbassa la pressione durante l'esposizione e nei 20 minuti successivi (Liu et al., 2014) Preliminare Effetto piccolo (circa 3,5 mmHg di pressione media, 24 volontari) e breve; il rischio di tumori della pelle resta
Respirare dal naso, canticchiare I seni paranasali producono molto ossido nitrico; canticchiare a bocca chiusa lo fa salire di 15 volte nel naso (Weitzberg e Lundberg, 2002) Preliminare Misurato nel naso; benefici clinici non dimostrati
Calore e infrarosso lontano In cellule e animali attiva l'enzima endoteliale (Park et al., 2013) Preliminare Prove su cellule e animali; nessuno studio clinico su tessuti indossati

Tre osservazioni. Primo, la leva più forte è anche la più banale: muoversi. Secondo, il cibo batte la pillola per una ragione semplice: un piatto di rucola porta nitrato insieme a fibre, potassio e antiossidanti. Terzo, sul sole il punto non è cercarlo, ma smettere di temerlo del tutto: qualche minuto di luce, senza scottarsi, rientra in una vita normale.

Muoversi: quale esercizio, e quanto

Tra tutte le leve, il movimento è quella studiata più a fondo. Una revisione del Journal of Physiology raccoglie decenni di studi su animali e persone (Green et al., 2004). Ne escono quattro indicazioni pratiche.

Conta la massa muscolare in gioco. Allenare solo l'avambraccio, stringendo un attrezzo, migliora poco la funzione dell'ossido nitrico nelle persone sane. Camminare, pedalare o correre, cioè muovere le gambe, produce invece un beneficio che si estende a tutto il corpo, fino ai vasi delle braccia rimaste ferme. Quando lavorano le grandi masse muscolari, il sangue scorre con più forza in tutti i vasi, e l'endotelio lo sente ovunque.

Moderato batte estremo. In uno studio su giovani uomini, dodici settimane di bicicletta a intensità moderata hanno migliorato la risposta dei vasi. L'intensità bassa non ha cambiato nulla, e nemmeno quella alta, che in più ha aumentato lo stress ossidativo. Un altro studio ha visto peggiorare la funzione endoteliale dopo tre mesi di corsa molto intensa. Più fatica non significa più ossido nitrico.

Chi parte svantaggiato guadagna di più. I miglioramenti sono costanti nelle persone con una funzione endoteliale già ridotta: pressione alta, diabete di tipo 2, colesterolo alto, sovrappeso, malattie del cuore. Nei giovani sani l'effetto è meno visibile, forse perché c'è meno da recuperare. E il beneficio sui vasi compare anche quando peso, colesterolo e glicemia non cambiano.

La continuità è il vero ingrediente. In diversi gruppi di pazienti il beneficio sui vasi è svanito circa otto settimane dopo la fine dell'allenamento. Bastano anche dieci giorni di stop per ridurre le cellule che aiutano a riparare l'endotelio (Ross et al., 2016). Con anni di attività costante, invece, gli studi indicano che le arterie si rimodellano e si allargano: il corpo trasforma una risposta temporanea in una struttura stabile.

In pratica, camminare a passo svelto quasi ogni giorno vale più di un allenamento eroico una volta al mese. Poco, spesso, a lungo: il minimalismo funziona anche nella fisiologia.

Il nitrato: da sospettato a nutriente

Per gran parte del Novecento il nitrato è stato un sorvegliato speciale. Si temeva che, trasformato in nitrito, favorisse la formazione di nitrosammine, sostanze sospettate di causare tumori (Khatri et al., 2017). L'OMS fissò un primo limite per il nitrato negli alimenti già nel 1962 (Hobbs et al., 2013). Ancora oggi l'EFSA mantiene una dose giornaliera accettabile di 3,7 mg per kg di peso corporeo (Ashworth et al., 2019).

Poi il punto di vista si è rovesciato. Valutando il nitrato delle verdure, nel 2008 l'EFSA ha concluso che i benefici di mangiarle prevalgono sul rischio. L'ufficio olandese per la valutazione del rischio ha aggiunto che le prove di danni per l'uomo da nitrato e nitrito alimentari sono deboli, e che i limiti in vigore derivano da esperimenti su animali (BuRO, 2014).

Due dettagli aiutano a non esagerare in nessuna direzione. Il primo: negli studi i cali di pressione arrivano spesso con integratori oltre i 500 mg di nitrato al giorno, dosi che possono superare quella accettabile. Il secondo: mangiare vegetariano non garantisce più nitrato. In uno studio inglese vegetariani e onnivori ne assumevano quantità simili, circa 97 e 78 mg al giorno, e avevano pressione e batteri orali simili (Ashworth et al., 2019). Conta la scelta delle verdure, non l'etichetta della dieta: foglie verdi e barbabietola sono le fonti più ricche.

Integratori: cosa dicono i dati

Gli scaffali sono pieni di prodotti "per l'ossido nitrico". Vale la pena separare la biochimica dal marketing.

L-arginina. Sembra la scelta ovvia, visto che è la materia prima dell'enzima. Ma presa per bocca viene in gran parte demolita da un altro enzima, l'arginasi, nell'intestino e nel fegato, prima di arrivare al sangue (Rashid et al., 2020).

L-citrullina. Sfugge a questo primo passaggio, arriva ai reni e lì diventa arginina. Per questo alza l'arginina nel sangue in modo più efficiente dell'arginina stessa (Rashid et al., 2020). Alzare un precursore, però, non equivale a dimostrare un beneficio per la salute.

Nitrato e succo di barbabietola. Sono la forma più studiata, soprattutto nello sport. Eppure nell'Unione Europea non esiste alcun claim salutistico autorizzato per il nitrato, e un'analisi del 2026 ha trovato molte incoerenze tra le prove scientifiche e le promesse sulle confezioni. Anche il contenuto reale di nitrato dei prodotti varia molto.

Se l'obiettivo è il nitrato, il piatto resta la strada più semplice: rucola, spinaci, bietole, sedano, lattuga, barbabietola. Chi prende farmaci per la pressione o per il cuore, in particolare nitrati, ne parli con il medico prima di aggiungere integratori.

Ossido nitrico, microcircolo e freddo

I vasi più piccoli, quelli di mani e piedi, sono il punto in cui l'ossido nitrico si sente di più. È lì che il freddo stringe e il calore riapre. Chi soffre di mani fredde o di sindrome di Raynaud conosce bene il momento in cui le dita perdono colore: un equilibrio tra segnali che stringono e segnali che rilassano, tra cui l'ossido nitrico, si sbilancia verso la chiusura.

Per questo NOAcademy lavora sul calore e sulla circolazione. Lo diciamo con la stessa onestà della tabella sopra. I tessuti che riemettono infrarosso lontano attivano la via dell'ossido nitrico in studi su cellule e animali. Non esistono ancora studi clinici che misurino l'ossido nitrico in chi li indossa. Quello che possiamo dire è più semplice: un tessuto che trattiene e restituisce calore aiuta a non far scattare il freddo. Il resto lo farà la ricerca, e lo aggiorneremo qui.

Nessun tessuto sostituisce le basi: muoversi, non fumare, coprire le estremità, mangiare verde. E nessun prodotto sostituisce il medico quando i sintomi sono nuovi, peggiorano o colpiscono una sola mano.

Domande frequenti

Ossido nitrico e protossido di azoto sono la stessa cosa?

No. L'ossido nitrico (NO) è il messaggero prodotto dal corpo. Il protossido di azoto (N₂O) è il gas esilarante usato in odontoiatria. Molecole diverse, effetti diversi.

Si può misurare l'ossido nitrico a casa?

Le strisce reattive in commercio misurano il nitrito nella saliva, non l'ossido nitrico nei vasi. Danno un'indicazione sulla via del nitrato, non sullo stato della circolazione.

Il nitrato delle verdure non è pericoloso?

Per anni nitrato e nitrito sono stati guardati con sospetto. Valutando le verdure, l'EFSA ha concluso che i benefici del loro consumo prevalgono sul rischio legato al nitrato (sintesi BuRO, 2014). Il discorso cambia per i nitriti aggiunti ai salumi, che sono un'altra storia.

Devo smettere di usare il collutorio?

Se è stato prescritto, no: se ne parla con il dentista. Se lo si usa per abitudine, spazzolino e filo interdentale fanno già il lavoro principale.

Il succo di barbabietola colora le urine?

Sì, in alcune persone diventano rosate. È innocuo, anche se la prima volta sorprende.

L'ossido nitrico cala con l'età?

La capacità dell'endotelio di produrlo diminuisce gradualmente con gli anni. L'esercizio regolare è la leva più studiata per rallentare questo calo.

I vegetariani producono più ossido nitrico?

Non necessariamente. In uno studio inglese vegetariani e onnivori assumevano quantità simili di nitrato e avevano valori simili di nitrito nella saliva e nel sangue (Ashworth et al., 2019). Contano le verdure scelte, non il tipo di dieta.

Lo sport intenso fa aumentare di più l'ossido nitrico?

No. Negli studi l'intensità moderata ha dato i risultati migliori, mentre l'allenamento molto intenso a volte ha aumentato lo stress ossidativo senza benefici sui vasi (Green et al., 2004).

Quanto dura l'effetto dell'esercizio sui vasi?

Poche settimane, se si smette. Per questo la regolarità conta più dell'intensità.

Perché d'inverno la pressione tende a salire?

La pressione alta è più frequente d'inverno e lontano dall'equatore. I ricercatori ipotizzano che il minor rilascio di ossido nitrico dalla pelle, con meno sole, sia una delle ragioni (Liu et al., 2014). Per ora è un'ipotesi, non una prova.

Una giornata semplice

Tutto questo si traduce in una giornata ordinaria, senza acquisti obbligatori.

Al mattino, qualche minuto di luce naturale: andare al lavoro a piedi, bere il caffè vicino a una finestra aperta. Spazzolino e filo interdentale, e il collutorio solo se l'ha consigliato il dentista.

A pranzo, un piatto con una manciata di foglie verdi: rucola, spinaci, lattuga, bietole. Non serve contarle. Basta che ci siano quasi ogni giorno.

Nel pomeriggio, una camminata a passo svelto, oppure le scale al posto dell'ascensore. Meglio poco ogni giorno che tanto ogni tanto.

La sera, respirare dal naso mentre si legge o si cammina, e magari canticchiare a bocca chiusa. Non è una terapia: è un piccolo piacere che di sicuro non fa male.

D'inverno, mani e piedi al caldo, perché il freddo chiude per primi proprio i vasi più piccoli.

Nessuna di queste abitudini è spettacolare. Insieme, sono il modo più semplice che conosciamo per dare all'ossido nitrico le condizioni giuste.

In poche parole

Un gas che vive dieci secondi tiene aperti chilometri di vasi. Non chiede integratori costosi né rituali complicati. Chiede di camminare, di mettere qualcosa di verde nel piatto, di lasciare in pace i batteri buoni, di uscire alla luce ogni tanto. Il resto, con gentilezza, si può lasciare andare.

Come abbiamo scritto questa pagina

Questa pagina riassume la letteratura scientifica disponibile al 31 ottobre 2026. Abbiamo dato più peso a meta-analisi e revisioni sistematiche, e abbiamo indicato per ogni leva quanto sono solide le prove. Quando gli studi non ci danno ragione, lo scriviamo.

  • Testo: Alberto Regis, NOAcademy
  • Ultimo aggiornamento: 31 ottobre 2026

Le informazioni di questa pagina sono divulgative e non sostituiscono il parere del medico.

Fonti

  1. Nobel Assembly, Karolinska Institutet. The Nobel Prize in Physiology or Medicine 1998 — Press release.
  2. Khatri J. et al. It is rocket science – why dietary nitrate is hard to 'beet'! Part I. Br J Clin Pharmacol, 2017.
  3. Hobbs D.A., George T.W., Lovegrove J.A. The effects of dietary nitrate on blood pressure and endothelial function: a review of human intervention studies. Nutr Res Rev, 2013.
  4. Jackson J.K. et al. The role of inorganic nitrate and nitrite in cardiovascular disease risk factors: a systematic review and meta-analysis of human evidence. Nutr Rev, 2018.
  5. Ashor A.W., Lara J., Siervo M. Medium-term effects of dietary nitrate supplementation on systolic and diastolic blood pressure in adults. J Hypertens, 2017.
  6. Kapil V. et al. Physiological role for nitrate-reducing oral bacteria in blood pressure control. Free Radic Biol Med, 2013.
  7. Bondonno C.P. et al. Antibacterial mouthwash blunts oral nitrate reduction and increases blood pressure in treated hypertensive men and women. Am J Hypertens, 2015.
  8. Ashworth A. et al. Dietary intake of inorganic nitrate in vegetarians and omnivores and its impact on blood pressure, resting metabolic rate and the oral microbiome. Free Radic Biol Med, 2019.
  9. Liu D. et al. UVA irradiation of human skin vasodilates arterial vasculature and lowers blood pressure independently of nitric oxide synthase. J Invest Dermatol, 2014.
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  12. Ross M.D., Malone E., Florida-James G. Vascular ageing and exercise: focus on cellular reparative processes. Oxid Med Cell Longev, 2016.
  13. Rashid J. et al. Therapeutic potential of citrulline as an arginine supplement: a clinical pharmacology review. Paediatr Drugs, 2020.
  14. From labels to influencers: evaluating the alignment of nitrate and beetroot juice claims on sports supplement marketing with scientific consensus. Front Nutr, 2026.
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  16. BuRO / NVWA. Advisory report on dietary nitrate, 2014.

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